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News180

Mercoledì, 19 Settembre 2018 14:54

Davide Bregola con Ivana Sica

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Ivana Sica presenta: "Alla fine di questa giornata".

Dialoga con l’autrice Davide Bregola

Mercoledì, 19 Settembre 2018 13:04

Intervista a Hugues Leclère e concerto

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Lunedì, 17 Settembre 2018 08:38

È; necessario il TSO?

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La Legge 180, come è emerso nell’assemblea organizzata da Mi riguarda-Rete180 a La Cervetta, reca il titolo “accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori”. La legge stabilisce che di norma gli accertamenti ed i trattamenti siano volontari e che “non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extra ospedaliere”. Senza darsi cura di ricercare il consenso e la partecipazione della persona proposta per il TSO. Purtroppo non sono infrequenti esiti mortali. La terza conversazione sulla salute mentale ha affrontato la domanda: “il TSO è davvero una eccezione?” Hanno partecipato Mila Ferri nella sua qualità di Responsabile area salute mentale e dipendenze patologiche Regione Emilia Romagna che sta coordinando un progetto teso a favorire l'integrazione e la cooperazione tra operatori sanitari e della sicurezza con l'obiettivo di garantire i diritti e la sicurezza delle persone sottoposte a TSO e Giulio De Nicola Responsabile dell'area psichiatrica Alto Mantovano della ASST di Mantova. Mila Ferri ha sottolineato come la 180 non vada toccata mai. Ha realizzato il confronto tra i dati italiani e quelli particolari della sua regione con interessanti risultati statistici che penalizzano i risultati a causa dei TSO con ricovero e chiamati “in stato di necessità”. Tuttavia è una realtà in calo. Sono critici l’età giovane o tarda e la provenienza straniera che fa raddoppiare i TSO. Il rischio di contenzione non è superato del tutto nelle residenze dalla più intensiva alla più estensiva. Esiste una normativa “direttiva regionale non univoca che aiuta a determinare linee guida sulla salute mentale ed in particolare sui TSO. Si dice come un ragazzo torinese sia morto a causa del TSO ed un uomo a Mantova deceduto per lo stesso motivo. Il terreno neutro non favorisce, aiuta invece la formazione congiunta. È stato creato un convegno in una prima fase di bilancio su vari temi trattati come la contenzione e una seconda fase propensa ai dati informatici raccolti per la fruizione di protocolli. Tema del vigile urbano, l’infermiere, il medico uniti in una équipe efficace, senza format generale (il 15 sett. incontro per indice guida dei protocolli). L’obiettivo sarebbe ridurre i TSO iniziando dalla sicurezza e operando in maniera pragmatica. Sono un indicatore di malfunzionamento dei territori, importanti come la città e montagna per calibrare gli interventi. Persone di Codigoro passavano il ponte sul Po per evitare la direttiva. A Mantova la direttiva era usata anche in modo improprio. Cattiva pratica di camuffare il dato mentre sono la diffusione dell’informazione, condivisione di dettagli che permettono un controllo. Può essere eccessivo? E qui parla Luigi Benevelli che sottolinea come la giunta Moratti a Milano abbia lasciato trapelare dati sensibili contrariamente alla privacy di pazienti considerati alquanto burrascosi. De Nicola unisce l’SPDC in parte nell’ospedale in parte nella pubblica via, pensato per cambiare. Il quadro a Castiglione coinvolge le varie forze di cui abbiamo parlato. Si spera poi in un medico di base, che solo temporaneamente può essere sostituito dal 118 anche con la presenza di educatori di strada. Obiettivo di questi due anni è la riduzione dei TSO. La formazione è troppo biologista. Il medico pensa che deve preoccuparsi e ordina il TSO. Ma Franco Basaglia proponeva un disegno democratico della psichiatria che deve essere comunitaria e aggiungeva che non è bene mettersi nelle mani degli altri. Risulta determinante oggi la chiusura degli OPG. A Geel nel Medioevo le famiglie ospitavano i sofferenti da qui nasce un mito moderno della psichiatria. La problematica è che la Costituzione italiana prevede il rispetto dei diritti umani, ma lascia un buco formativo nella legge. Sembra che la legge sia incompleta. Giovanni Rossi propone di inserire il contratto terapeutico tra medico e paziente: una frasettina del centro psichiatrico dell’Emilia fa pensare alla coercizione che si estrinseca nel transfert e controtransfert e da sciogliere in modo condivisibile per le forze in atto con la tutela del paziente o concordata come un testamento psicologico. L’art.2 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. L’art.32 invece “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. “La valenza giuridica di tale principio si concretizza nel rigetto dei trattamenti ospedalieri obbligatori, argomento che ha saputo coinvolgere l’intero paese sul finire degli anni ‘70” (www.informazionefiscale.it/Diritto-alla-salute-spiegazione-articolo-32 Costituzione). Notiamo ad abundantiam che la Convenzione sui diritti umani e sulla biomedica (Oviedo, 1997) all’art.5 prevede “un trattamento sanitario può essere praticato solo se la persona interessata abbia prestato il proprio consenso libero ed informato” e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Nizza, 2000) all’art.3 stabilisce nell’ambito della medicina e della biologia come debba essere in particolare rispettato “il consenso libero informato della persona interessata”.
Barbara Baroni

Sabato, 15 Settembre 2018 05:16

Il TSO è davvero una eccezione?

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Mila Ferri:responsabile area salute mentale e dipendenze patologiche Regione Emilia Romagna sta coordinando un progetto teso a favorire l'integrazione e la cooperazione tra operatori sanitari ed operatori della sicurezza con l'obiettivo di garantire i diritti e la sicurezza delle persone sottoposte a TSO.

Andrea Pongiluppi: avvocato del foro di Mantova, esperto di advocacy nel campo della salute mentale

Giulio De Nicola: responsabile dell'area psichiatrica Alto Mantovano della ASST di Mantova

Mercoledì, 12 Settembre 2018 14:41

OFFESTIVAL di RETE 180 dell’anno 2018

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di Barbara Baroni

A quarant’anni dalla Legge Basaglia Mi Riguarda-Rete 180 ha proposto vari eventi ed iniziative in occasione dell’OFFESTIVAL (7-9 Settembre 2018) durante il Festivaletteratura a Mantova in due luoghi prestigiosi quali La Cervetta (all’interno sono stati raccolti frammenti di decorazioni pittoriche d’atmosfera mantegnesca) e Piazza Canossa, annunciati da stendardi ed infine con squilli di tromba. Il 13 maggio 1978 il Parlamento approvò la legge 180 dal titolo “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori” e poi incorporata nella Legge 833 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale.

La chiusura dei manicomi è inserita nel miglioramento della condizione femminile, riconoscimento dei diritti umani. Ricordiamo che decorre anche il sessantesimo della Legge Merlin 1956 per la chiusura delle case di tolleranza. Tutto è iniziato il giorno 7 settembre con gli amici di Modena che si dedicano al campo del fumetto, uno dei temi Festival di quest’anno. Il gruppo, diretto da Luca Bozzoli fumettista e infermiere, Maurizio, Silvano e Francesco ha spiegato la propria esperienza con chiarezza ed immediatezza lasciando piacevolmente coinvolto il pubblico. Perché inserire il Fumetto nell’ambito della salute mentale? È un modo gentile per trattare temi difficili e sdrammatizzare. Anche senza banalizzare ed evitando squilibri nel giovane. Le fasi lavorative comprendono prima l’idea e stesura di una storia, poi la scrittura del testo dei palloncini, tracce a matita realizzate dall’insegnante, l’inchiostratura con profili e riempimenti in nero sempre da parte del gruppo, sceneggiatura, inserimento dei balloon e rifinitura al computer.

Il tema trattato è quello delicato delle malattie mentali (ansia, depressione, ipocondria, bullismo, psicosi, disturbi dell’alimentazione e nuovi progetti, bipolarismo, uso compulsivo del cellulare, alcolismo ed azzardopatia, da distinguere dalla ludopatia) con umorismo e dove non manca una supervisione scientifica. Le opere realizzate con perizia fanno riflettere e sono destinate alle scuole medie e superiori, dove i Fumetti più richiesti sono quelli sull’ansia ed il bullismo legati al mondo di allievi ed insegnanti, date solo in omaggio. Sono diffusi sulla pagina facebook Fumetto collettivo. Per restare nell’ambito figurativo, anche se in un genere diverso, passiamo alla medaglistica con l’opera in argilla del maestro Andrea Jori, medaglia commemorativa realizzata su proposta d’Armando Araldi coll’immagine di Franco Basaglia ad emblema, in vendita presso Via Accademia, Mantova presso l’Atelier dello stesso scultore.

Questa medaglia rappresenta un volto che sembra rivolto a noi con grande umanità per pronunciare forse proprio quel “mi no firmo” rilevato da Adriano Sofri come frase rivoluzionaria per la riforma della psichiatria e trattamento umano soggettivo del paziente. Infatti l’artista ha saputo cogliere l’anima del protagonista Franco Basaglia per sottolineare come tutti possiamo aggiungere una goccia nel mare facendo nostre le sue idee, il suo spirito, la sua iniziativa, in un momento di parziale rallentamento nella riforma della salute mentale, come ha sottolineato Peppe Dell’Acqua. Un materiale povero e legato al territorio, l’argilla che fa pensare agli arredi, stoviglie, abiti, alle piccole cose che curate a Gorizia restituivano umanità ai pazienti.

Andrea Jori ha sottolineato “le origini antichissime della medaglistica, lo scopo dell’arte e di quest’arte in particolare di farci ricordare un episodio, un volto, un fatto storico, quando spesso le conquiste si dimenticano. Tradurre idee che appartengono alla collettività e trasmetterle ai contemporanei ed alle generazioni future. L’arte è un veicolo molto efficace perché va al cuore delle persone che è l’anticamera della mente”. Una medaglia da collezionare per gli appassionati e tenere per ricordo quando sono cari i temi della salute mentale. Emerge accanto a Basaglia la personalità d’Agostino Pirella innovatore che ha lavorato a Mantova quando c’era la rivista “Il neurone”, parlando già negli anni ‘50 di psicoanalisi e televisione.

Luigi Benevelli ha commentato la videointervista di Nico Casagrande curata da Paolo Serra, regia Stefano Dei dove si descrivevano e in parte contrapponevano le figure d’Agostino Pirella e Franco Basaglia l’uno teorico, l’altro pratico e diretto. Secondo il suo parere ci sono invece punti in comune tra i due “antipsichiatri”: l’umanità con i pazienti, la politica attiva, lo studio di fenomenologia, filosofia tedesca del soggetto, confermata dalla presenza di un’ampia biblioteca d’Agostino Pirella nella sua dimora presso il manicomio di Mantova (dove vivevano anche gli psichiatri con le famiglie) in condizioni modeste. Sono entrambe figure di medici che si tolgono il camice e rifiutano di “pesare i cervelli”, si oppongono alla cruda fisiologia imperante e per questo non possono fare la carriera universitaria.

La fase tra 1960 e 1969 attraversata dal’68, momento storico difficile, ma nel campo psichiatrico animato da questo personaggio instancabile Franco Basaglia che ha inventato assemblee dove i pazienti si riappropriavano della loro personalità alienata dai camici grigi, dai capelli rasati e tornavano soggetti pensanti, portatori di storie ed attivi per il cambiamento delle proprie sorti e di quelle degli altri “internati”. Un sogno pratico, cambiamento che si radica nell’esperienza del carcere affrontata da Basaglia a Venezia all’età di 17 anni durante la Resistenza. Una vita generosa spesa per gli altri, conclusasi tristemente a causa d’un tumore al cervello, ma senza lasciare fino all’ultimo il proprio lavoro e dopo un soggiorno a Mantova. Peppe Dell’Acqua e Adriano Sofri hanno presentato il libro d’Antonio Slavich “All’ombra dei ciliegi giapponesi”, grafica Ugo Pieri vignettista, Collana 180 (il figlio Carlo Slavich storico greco ha raccolto a più riprese il diario del padre su nastro). Potrebbe sembrare di nicchia, ma ha una chiave importante ossia che risveglia psichiatri stanchi ed è modello per i giovani nuovi psichiatri: ormai c’è superficialità dove non si scopre il Big Bang.

Basaglia viene da Padova, scopre in manicomio un orrore e si pone la domanda chi c’è intorno? 600 internati che non si vedono. La passione amorosa, invidia, desiderio d’amore si traducono in malattie mentali ed internati. Slavich e Basaglia non si basano sulla formazione in medicina ma su studi filosofici e ricerca del soggetto. In questa città vuota di frontiera devono scoprire cosa c’è sotto, uomini, donne, ragazzi, partigiani. Parlano con tutti e stilano un carnet. Comprendono che si può vedere nell’altro l’amore. Si parlano. Il potere mortale e la vergogna da eliminare. Non sono più malati, ma cittadini. Secondo Norberto Bobbio chiudendo i manicomi è stata “ridata la libertà”. Non si coglie un mondo fermo, deserto che non ci sono parole per descrivere. E qui ricordiamo l’episodio del raccogliere i sassi dell’Isonzo per riprendere a muoversi, che rammenta la poesia di Ungaretti I fiumi e “la muraglia” montaliana contro cui si va a sbattere secondo Adriano Sofri quando si affrontano queste dure realtà.

Nascono angosciose domande, si richiede una riflessione fenomenologica sull’Essere-con di Heidegger e Sartre, la necessità di un impegno costante per liberare i luoghi dove ancora in Italia e nel mondo si opera la “contenzione”. Non dimentichiamo come ci fossero persone legate ai letti, agli alberi, immobili sul cemento e ragazze anoressiche costrette ad alimentarsi col tubicino dal naso, senza dare loro altra assistenza. L’elettroshock è potenzialmente letale. L’evento si è concluso coll’Assemblea (che richiama il termine basagliano) in Piazza Canossa, dove oltre a 180 poltroncine la gente gremiva tutto intorno. Patrizio Roversi ha chiesto se gli psichiatri siano venuti a Canossa, ricordando la scelta emblematica di questa piazza.

Ha continuato parlando del libro di Giovanni Rossi “Due o tre cose che so di Lei”. Infatti secondo Rossi il sapere sulla salute mentale è formato “dalle due o tre cose che ognuno può aggiungere”. Erano tra l’altro presenti tante radio oltre alla nostra Rete 180, tra cui Radio Shock da Piacenza rappresentata da Lelia Zoppellari (nel lontano 2011 è nata grazie a lei la mia prima trasmissione Paroliamo), che ha intervistato in modo divertente Patrizio Roversi, Radio Scompiglio realtà veronese nascente con Debora Lucchetti, a cui si sono aggiunti Comip (Children of mentally ill parents-prima Associazione italiana figli di genitori con disturbi mentali) presidente e vicepresidente Stefania Buoni, Gaia Cusini autrice d’una interessante tesi di laurea sull’argomento, Carlo Miccio autore di “La trappola del fuorigioco”, l’Associazione Oltre la siepe ed altri. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

Statistiche

Presentazione della medaglia celebrativa dei 40 anni della 180 creata dallo scultore Andrea Jori. ”Nico Casagrande” video intervista a cura di Paolo Serra. "All'ombra dei ciliegi giapponesi. Gorizia 1961" Presentazione del libro di A. Slavich

Lunedì, 10 Settembre 2018 20:00

Salute mentale (non) per caso

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Assemblea condotta da Patrizio Roversi partecipano le radio della salute mentale, Oltre la Siepe, Peppe Dell'Acqua, Pietro Pellegrini, il mago Henry, Giovanni Rossi e altri ospiti a sorpresa

Lunedì, 10 Settembre 2018 16:43

La trappola del fuorigioco

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Presentazione del libro di Carlo Miccio. Assieme all'autore intervengono , Stefania Buoni, presidente COMIP e Gaia Cusini, vice presidente COMIP, la prima associazione in Italia creata da e per i figli di genitori che soffrono di disturbi mentali

Lunedì, 10 Settembre 2018 15:26

Fumetti alla Radio

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“Fumetti alla radio” laboratorio con la partecipazione di Luca Bozzoli, modenese noto autore di fumetti ed infermiere che ha animato l'esperienza di fumetti nella salute mentale presso il CSM di Modena Ovest

Martedì, 12 Giugno 2018 16:41

"La folle corsa" Mantova 13 maggio 2018

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