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Sabato, 10 Settembre 2016 07:58

Intervista a Boualem Sansal

(da festivaletteratura.it) «Boualem è un nome di origine berbera: significa 'stendardo'. In realtà, l'autore non ha mai voluto essere un simbolo. Il suo destino di esule in patria rappresenta però le difficoltà di tutti gli intellettuali che provano, nell'Algeria di oggi, a dimostrare la possibilità di un islam generoso, tollerante, aperto» (Luigi Marfé su "L'indice"). Scrittore e romanziere, classe 1949, Boualem Sansal ha ottenuto una consacrazione internazionale grazie a opere come "Le Serment des barbares" (1999, Prix du Premier Roman e Prix Tropiques) e "Poste restante: Alger" (2006), bandite in madrepatria e ritenute pietre miliari della narrativa contemporanea. Ostracizzata, tagliente, cristallina, la sua poetica è un inno alla libertà dell'individuo e un'incalzante requisitoria contro le derive autoritarie e fondamentaliste del nostro tempo. Nel pluripremiato "Il villaggio del tedesco", Sansal narra il ritorno alle origini di due fratelli algerini espatriati a Parigi, costretti a fare i conti con le colpe imperdonabili dei padri dopo che i genitori sono periti per mano di un gruppo armato. In "2084. La fine del mondo", vincitore del Grand Prix du Roman de l'Académie française, l'autore cambia completamente registro e riscrive magistralmente la fiaba distopica di "1984", immaginando una teocrazia totalitaria sorta dalle ceneri di una guerra santa globale, in cui l'unico germe di speranza è il protagonista del romanzo, Ati, uomo in rivolta e perfetta reincarnazione dell'orwelliano Winston Smith.

(da Wikipedia) Boualem Sansal (in arabo: بوعلام صنصال‎) (Algeri, 1º luglio 1949) è uno scrittore algerino, attivo nella condanna del Fondamentalismo islamico dal 1992, anno della morte del politico Mohamed Boudiaf (uno dei fondatori del Fronte di Liberazione Nazionale), seguita da quella di un suo amico e al crescere delle persecuzioni. Sebbene sia stato vittima lui stesso di persecuzioni, soprattutto dopo la pubblicazione dei suoi libri, è tuttavia deciso a continuare a vivere in Algeria. Scrive in Francese: infatti, sebbene le sue opere siano state messe al bando in Algeria, in Francia ha trovato il successo letterario e la consacrazione internazionale. Nel 2012 gli stava per essere conferito il Prix du Roman Arabe; tuttavia, in seguito alla sua partecipazione al Festival degli scrittori di Gerusalemme, gli è stato revocato; Avigdor Lieberman, Ministro degli Esteri israeliano, chiese che la comunità internazionale si esprimesse contro tale boicottaggio, mentre un portavoce del Prix dicharò che la loro decisione non era stata influenzata da Hamas.

Dal suo primo romanzo, Le serment des Barbares (pubblicato nel 1999 da Gallimard), è stato ricavato un film.

 

Last modified on Sabato, 10 Settembre 2016 17:03

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