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Felix

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Venerdì, 12 Ottobre 2018 05:10

Giornata mondiale della salute mentale

20181010 100805 width=Nella Giornata mondiale della salute mentale oggi 10 ottobre 2018 si è tenuto il convegno nell’Auditorium Monteverdi del Conservatorio Campiani di Mantova. Filmati sull’attività dell’ASST e Rete 180 hanno dato modo di avvicinarsi proprio alla Salute mentale attraverso le attività artistiche e l’ascolto. Poi sono intervenuti Beniamino Morselli Presidente della Provincia e Massimo Allegretti Presidente del Consiglio Comunale: “La persona al centro con la sua fragilità”, “nella difficoltà il legislatore non si chiude nei manicomi”.

20181010 111211Poi Giovanni Rossi ha illustrato la Legge 180 nel mondo, durante la proiezione di diapositive del manicomio della città, a Dosso del Corso, prima e dopo la chiusura. Basaglia nel 1961 si recò a Gorizia dove diede inizio ad una riforma morale e spirituale ed un cambiamento reale nella vita dei pazienti che ebbe un’eco forse in tutto il mondo attuale.

20181010 111211A Trieste fu al centro dei movimenti letterari psicoanalitici (tra cui Italo Svevo e Claudio Magris). La forza di Basaglia è la dimensione internazionale, così viaggiò molto e diffuse il suo pensiero soprattutto in Brasile. Sosteneva di scrutare verso il futuro. L’ex Presidente Lula incontrando psichiatri italiani disse “ci avete dato il coraggio”. Questa vicenda d’effetto domino dalla Bolivia al Venezuela sembra richiamare

20181010 112242Dagli Appennini alle Ande. Si possono aiutare gli altri oltre i propri confini angusti, ma pazienti e paesi dovrebbero collaborare autonomamente. Financo Cuba fu coinvolta in questo moto virtuoso, dopo la distruzione a causa d’un uragano, dopo la ricostruzione ottennero priorità le famiglie che ospitavano pazienti. Purtroppo sono aumentati nel tempo i casi dei bisognosi e malati. Un approccio globale, il germe messo da Basaglia si rivela risolutivo con la Legge 180 e continua ancora oggi soprattutto a Mantova, dove egli abitò nell’ultimo periodo. Il viaggio si sviluppa da qui a Leros, un’isola fino a qualche anno fa non amata. “Non andate a Leros” si diceva.

20181010 120517“È l’isola dei pazzi”. Perché qui, fino poco tempo fa, esisteva un manicomio vero e proprio. Il peggiore del mondo. Gli abitanti di Leros non amano parlare del manicomio. In moltissimi ci lavorarono. Erano agricoltori, pescatori, povera gente che in questa struttura si improvvisarono infermieri e guardiani. Fu grazie alla scuola di Trieste e all’antipsichiatria di Franco Basaglia che un giorno, verso la fine degli anni Novanta l’orrore finì. Era dal 1959 che a Leros arrivavano i disperati di tutta la Grecia. Nel dopoguerra l’allora Regina Federica esiliò nell’isola gli organi dei confinati ed esiliati per ragioni politiche. Un confino per centinaia di innocenti. Poi la deportazione continuò. Li portavano a Leros per “ragioni sociali” ha spiegato in un’appassionata intervista il Direttore Jannis Lukas. Bastava fossero diversi, emarginati, non omologati. Fra 1968 e 1974, sotto la dittatura dei colonnelli, arrivarono qui anche dissidenti politici. In alcuni periodi la struttura arrivò ad accogliere anche tremila persone. Anime senza nome e dignità che vagavano, spesso nudi, fra gli enormi e luridi stanzoni del manicomio. Quando, nei primi anni Ottanta, arrivarono gli psichiatri della scuola basagliana, trovarono l’inferno. E, con il cuore e gli occhi gonfi di pietà e orrore, cominciarono a lavorare nel nome della “libertà”, unica terapia di guarigione e rinascita. Aiutarono i pazienti ma soprattutto svolsero un’opera di denuncia. Il manicomio di Leros arrivò alla ribalta internazionale. Sull’isola sbarcarono i giornalisti di tutto il mondo. Il vaso di Pandora si era rotto.

20181010 120540E la verità di quel luogo era visibile al mondo intero. Alla fine degli anni Novanta il manicomio venne chiuso. Molti ex malati vennero introdotti in comunità, altri tornarono a casa, altri ancora formarono una cooperativa sociale che ancora oggi esiste. È per la presenza ancora forte del manicomio - rievocata recentemente dal romanzo di Simona Vinci, “La prima verità” - che Leros solo ultimamente è diventata una meta turistica, sebbene sia ancora poco frequentata.

20181010 120655Ci si arriva per mare da Atene (con il fast ferry ci si mette una notte) e in aereo. E’ un bella isola rocciosa Leros. Sta fra la più famosa Patmos e Calimno, isola delle spugne, a poche miglia dalla costa turca. Se ieri era l’isola del manicomio, oggi è una delle isole degli sbarchi. Qui, lungo la riva del porto, i profughi siriani aspettano la nave per raggiungere il Pireo dove si accamperanno in piccole tende improvvisate. In attesa di poter ripartire. Ricca tra baie, piccole insenature, villaggi di pescatori (come Panteli e Agi Marina), Leros ha belle spiagge e un mare incantato. E’ legata all’Italia in modo profondo e doloroso. Nel 1912, dopo la guerra italo-turca, Leros diventò il centro della colonia italiana in Dodecanneso, ospitò la base navale italiana a Porto Lakki, Portolago, e tornò alla Grecia solo nel 1947. Per questa ragione non cercate qui le tipiche case bianche e azzurre greche. Qui le nuove costruzioni sono un bell’esempio di razionalismo architettonico tipico del ventennio fascista. Bisogna conoscerla per iniziare ad amare Leros. Bisogna girarla e fermarsi sulla riva del mare per respirare il vento.

E allora ci si sentirà veramente in Grecia. Il fantasma dell’occupazione italiana svanirà assieme agli orrori della follia. Nel mondo moderno i pazienti possono dire le loro idee e farsi ascoltare per il rispetto dei diritti umani, fino all’ONU e convenzioni stabiliscono proprio i diritti delle persone con disabilità. Opere e leggi possono cambiare la sorte a milioni di persone. Lo stesso Basaglia dava molta importanza alla società e all’economia dei paesi. Le nuove frontiere cinesi sono in continua espansione. Paul Sartre riconobbe in Basaglia un antesignano della libertà. È proseguita la giornata con una consegna delle medaglie col busto di Basaglia del maestro Andrea Jori, ne abbiamo parlato nell’articolo datato 12/09/ 2018, a insigni personalità di Mantova tra cui spicca Maria Zuccati.

20181010 120749Maria Zuccati ha parlato in modo commovente e sincero: “Vengo prima della 180 eletta in Consiglio Provinciale nel 1956 con un impegno per curare bambini in condizioni di precarietà e poi passo come Assessore all’Ospedale psichiatrico di Mantova, dove purtroppo si legavano i pazienti al letto e si praticava l’elettroshock, tra l’altro non c’erano finestre. Un uomo per terra che cantava (prima davanti al Duomo e a Pradella). Vi erano reparti maschili e femminili, le donne avevano grembiuli grigi con una riga bianca, spettinate e senza denti tali da commuovere ed emozionarmi. Ho preteso che fosse in sede l’Ufficio dell’Assessore al manicomio, aperto ai familiari e un regalo allora prezioso come un pollo venne dato ai cani. I familiari si lamentavano di non vedere i pazienti col medico. Cominciai ad andare nei reparti, parlare con medici e sindacati per far denunciare il direttore del manicomio che fu arrestato. Ci furono medici migliori ed il Consiglio dei delegati aperto ai cittadini. Non restano film e solo poche foto. Quando ero Assessore all’infanzia i minori disagiati erano in istituzioni sparse per l’Italia tra cui a Tiene, Sospiro e Brescia. Andai a visitare Sospiro, una cosa dolorosa. Tornata indietro ho pianto e chiesto al Presidente Gastone da Re di vedere e ritirare i bambini. Fu un progetto che non andò subito in porto, ma rivoluzionò il modo di vedere, pensare, lavorare accanto ai minori”

Intervento di Davide Bregola, Giovanni Rossi con lo scrittore Enea Araldi

20181010 161457Primo argomento è stato il video di Rete180 proiettato al mattino con le parole di una ragazza dell’ASST. Si è prospettata Rete 180 come radioterapia, ma Giovanni Rossi ha declinato questa definizione. Ha accennato alla tecnica di speaking radiofonico in un “atelier” artigianale, creativo, ricordando la sua esperienza sul campo ed il libro “Due o tre cose che so di Lei”. È intervenuto Enea Araldi, parlando della sua esperienza nel mondo della scrittura i sensi, le emozioni e i sentimenti sono gli elementi che permettono allo scritto di emozionare a sua volta chi legge un libro ed è come scrivere ad un vecchio amico. L’arte della scrittura fa bene, come anche pittura, musica, scultura viste nel filmato. Davide Bregola da tre anni tiene corsi di scrittura a partire da classici della letteratura, testi sacri d’esempio per i giovani. La scrittura fatta bene, ci rende sintetici, semplici e complessi eliminando la complicazione. Prima un corso sull’Autobiografia, seguito da quello sulla poesia nel 2017 e in ultimo, in corso d’opera quello sulla immaginazione. L’immago, sidera, desideri, che spingono a scrivere meglio. Non solo lavorare, ma produrre del bello con prospettive di rinascita. Anche delle forme geometriche, il quadrato, il cerchio, la spirale.

Barbara Baroni

Lunedì, 08 Ottobre 2018 14:25

Il Manicomio dei bambini a Modena

I RAGAZZI DI VILLA GIARDINI, Il Manicomio dei bambini a Modena, di Paolo Tortella

Il dramma dei bambini di Villa Giardini. Una testimonianza cruda, quasi incredibile da leggere oggi. Eppure accadeva solo negli anni Settanta, a Modena. Il diario di un giovane maestro che ha lottato contro le violenze e le sopraffazioni esercitate su bambini e ragazzi colpevoli solo di essere “diversi” o disagiati.

«Continuavo a chiedermi perché, quali fossero le giustificazioni.
Mi rispondevo che col tempo avrei capito.
E avrei dato un nome a quel continuo battere sordo di colpi che sentivo vicino ogni notte e mi sarei abituato a quell'odore umano,acre e nauseabondo.
Di quello che avrei visto, sentito e vissuto lì,sarei stato costretto a ricordare ogni dettaglio.
Per tutta la vita. E a raccontarlo».

Paolo ha diciannove anni quando entra come insegnante a Villa Giardini, l’istituto medico psicopedagogico di Casinalbo di Formigine, poco distante da Modena, che accoglie bambini e ragazzi subnormali provenienti da tutta Italia. È entusiasta: può finalmente mettere in pratica i princìpi e le risorse di quella pedagogia innovativa che l’ha tanto appassionato durante gli studi. La realtà però è diversa, anzi nulla è come immaginato. Lì dentro i bambini sopravvivono, imprigionati tra solitudine e soprusi. Calpestati da un agghiacciante sistema fatto di adulti che esercitano con quotidiana normalità una sopraffazione disumana: fatti sdraiare a terra o nudi per ore nella neve, oggetto di terribili violenze fisiche e psicologiche. La maggior parte di quegli sfortunati ragazzi non è mai uscita da lì e sa che quando andrà via finirà in manicomio. Funziona così. Il protagonista decide di intraprendere un coraggioso percorso di denuncia, collaborando dapprima all’inchiesta condotta dal quotidiano «l’Unità», poi con il Tribunale dei Minorenni. Ma i colpevoli saranno puniti?

tortPaolo Tortella (Guastalla, 1950) è padre di tre figli e vive a Pomponesco con la moglie Franca. Nel 1969 si diploma presso la Scuola Magistrale di Suzzara (MN) e inizia il suo lavoro di insegnante presso l’istituto medico psico-pedagogico di “Villa Giardini” di Casinalbo di Formigine (MO). L’esperienza didattica condotta con gli allievi diviene poi una testimonianza d’accusa dei metodi violenti usati all’interno dell’istituto, che dopo poco verrà chiuso dal Tribunale dei Minorenni di Bologna. In seguito lavorerà come educatore e consulente in vari contesti sanitari, sociali e didattici.

L’Associazione Auxilia OdV in collaborazione con l’Associazione In Cerchio di Milano, l’Ufficio Protezione Giuridica dell’ASST, il CSV di Mantova e le reti associative e istituzionali del territorio ( Volta per Volta, Siamo in Rete, Banco di Comunità, Piano di Zona del Distretto di Guidizzolo) promuovono un corso di formazione per Amministratori di Sostegno che si svolge a Castiglione delle Stiviere presso la sede della cooperativa Fiordaliso (via Campasso).

Il corso è rivolto a familiari di persone fragili, volontari e operatori interessati al tema della Protezione Giuridica delle persone che non sono in grado di tutelare da sole i propri diritti, la propria salute e il proprio patrimonio.
I tre incontri previsti nei mesi di ottobre e novembre (13 e 27 ottobre – 11 novembre) intendono fornire elementi conoscitivi e strumenti operativi, ma anche spunti di riflessione sull'Amministrazione di Sostegno: un incarico da intendersi come servizio.
Le iscrizioni sono gratuite, ma i posti sono limitati a 20 persone. E' possibile iscriversi fino al 10 ottobre.

IL PROGRAMMA

Sabato 13 ottobre ore 9,30 -12,30
DALLE LECCI ALLA PERSONA - I Principi della protezione giuridica e i Presidi istituzionali, ed associativi sul territorio, a cura di UPG Mantova - CSV Mantova - Associazione AUXILIA
introduzione dell'aw. Matteo Magri

Sabato 27 ottobre ore 9,30 -12,30
IL RUOLO DELL'ADS - bisogni, strumenti, responsabilità Analisi di situazioni e ipotesi di risoluzione, A cura di ASS. InCerchio, Avvocato Sabrina Sala, Dott.ssa Daniela Piglia. giurista

Sabato 10 novembre ore 9,30 - 12,30
LA PERSONA AL CENTRO - i rapporti dell'ADS con il beneficiario, con i familiari, con i servizi A cura di Ass InCerchio, Dott.ssa Maria Teresa Zocchi. medico, Psicologa esperta in Protezione Giuridica, Dott.ssa Daniela Piglia. giurista

Destinatari. Familiari. volontari e operatori interessati al tema della Protezione Giuridica e dell'Amministrazione di Sostegno.
Flnalltà. Formare persone disposte a svolgere gratuitamente il servizio di Amministratore di Sostegno (ADS) a favore di persone fragili residenti
nel territorio. Promuovere la Protezione Giuridica della persona fragile come parte di un progetto di vita a favore del beneficiario.
Obiettivi formativi. Il corso intende fornire elementi conoscitivi, ma anche spunti di riflessione su un incarico da intendersi come servizio, e strumenti
operativi per adempierlo al meglio. La metodologia formativa si awale di tecniche di laboratorio e confronto in piccolo gruppo.
Sede. Il corso si svolge a Castiglione delle Stiviere presso la Cooperativa Fiordaliso: entrata da via Campasso in fondo al parcheggio del piazzale parco giochi (circa all'altezza del civico 30).
Partecipazione. Il corso è a numero chiuso, riservato a non più di venti persone. La partecipazione è gratuita. Iscrizione con apposita scheda da trasmettere entro il 10 ottobre 2018. Viene rilasciato attestato di frequenza.

Iscrizioni e Informazioni (download scheda in fondo alla pagina)
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Tel. 3470187390 Elena)
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Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Tel. 0376679313-311)

Corso per Amministratori di Sostegno
13 ottobre 2018 - 27 ottobre 2018 - 10 novembre 2018
Castiglione delle Stiviere (Mn), Cooperativa Fiordaliso, via Campasso
AUXILIA OdV Rete Amministratori di Sostegno Mantova, Via Ilaria Alpi. 12 - Mantova, T.333 8158558 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Venerdì, 05 Ottobre 2018 17:39

Giornata mondiale della salute mentale

10 ottobre 2018 Giornata mondiale della salute mentale La legge 180 nel mondo a quaranta anni dalla legge “Basaglia”

Il Presidente del Consiglio Provinciale ed il Presidente del Consiglio Comunale hanno ritenuto di convocare un momento istituzionale per ricordare i quarant’anni della legge 180 aperto ai Sindaci ed ai consiglieri di tutti i Comuni mantovani, alle Istituzioni, alle Associazioni, agli studenti ed ai cittadini.

L'incontro si terrà a Mantova alle ore 11 di mercoledì 10 ottobre presso l'auditorium del Conservatorio “Campiani”, via della Conciliazione 33

Nel corso della intera giornata nella stessa sede sono previsti altri eventi dedicati ai temi della salute mentale secondo il seguente programma.

Ore 9,30 Proiezione del film RETE 180 la voce di chi sente le voci, Regia di Vincenzo Saccone, produzione RAI

Ore 11 Interventi del Presidente della Provincia, Beniamino Morselli e del Presidente Consiglio Comunale di Mantova, Massimo Allegretti

Ore 11,15 Intervento di Giovanni Rossi su :” La legge 180 nel Mondo”.

Ore 12 Cerimonia di consegna della medaglia “Basaglia” ad alcuni amministratori mantovani che hanno particolarmente contribuito alla chiusura del manicomio ed applicazione della legge 180

Ore 12,30 Intervento conclusivo dell'assessore del Comune di Mantova, Andrea Caprini

Ore 13 Pausa pranzo

Ore 15 Presentazione del filmato dedicato alle attività del Centro Diurno Riabilitativo di Mantova (ASST Mantova)

Ore 16 Conversazione sulla efficacia terapeutica della scrittura moderata da Davide Bregola. Partecipano Enea Araldi, Enrico Baraldi, Giovanni Rossi

La giornata è organizzata da Provincia di Mantova, Comune di Mantova, Associazione Mi Riguarda-Rete 180

Venerdì, 28 Settembre 2018 18:12

"Un uomo un padre" l'ultima fatica di Mario Sassi

IMG 0697“Un uomo, un padre” è un Romanzo di Mario Sassi pubblicato quest’anno estremamente entusiasmante, con una vena ispirata e coinvolgente. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare l’autore alla Biblioteca Gino Baratta in occasione della presentazione.

1) La vicenda di Carlo Sartori è tutta vera o anche inventata?
La storia del protagonista Carlo Sartori drammatica, piena di avventure deriva da fatti veramente accaduti romanzati.

2) Dal punto di vista storico com’è ambientato il Romanzo?
Lo sfondo è la storia tout court, dalle difficoltà paterne al tempo della prima guerra mondiale. In particolare nel corso della seconda guerra mondiale Carlo si scontra con la perversione di un gerarca fascista, che alla fine perdonerà. Diventerà partigiano e compirà un’impresa che cambierà il suo destino.

20180928 174610

3) Com’è il suo ruolo di padre?

Complesso, come ricorda il titolo, impegnato a rendersi egualitario sulle scelte nei confronti dei figli, a costo di costringere il minore a rinunciare agli studi. Retto secondo il suo parere, ma criticato.

IMG 06984) Il libro ha una trama romantica?
Sì, è romantico.

5) Cosa pensa di Giovanna?
Possiamo dire che commuove il lettore nel profondo dell’anima con umanità ed attenzione al prossimo più disagiato? Il personaggio di Giovanna la seconda moglie è reale e vissuto.

6) Passiamo poi a Mario Sassi pittore. Il quadro della copertina è legato al romanzo?
Ho realizzato il quadro in copertina e l’immagine di un anziano che rappresenta l’alter-ego del personaggio. A questo dipinto si ispira anche una mia poesia. Ricordiamo che il libro è stato paragonato a Billy Budd eroe di Melville ed ha una trama romantica ma drammaticamente solcata da fatti gravi e socialmente deturpativi sottolineati con crudeltà che rispecchia la realtà di quei tempi e l’universo del potere.
Possiamo considerare emblematica la pagina 26 dove il giovane Carlo è stato cacciato di casa e, invece di scappare, si fa aiutare moralmente da un clochard, dagli occhi arrossati ma dalla saggezza popolare, che lo incita a ritornare sulla sua strada.

7) Dov’è ambientato il racconto?
Vivono nell’ambiente difficile del Tigrai (oggi Te Brunetti), quartiere modello del fascismo diventato un tugurio senza intimità ed il necessario per la vita di tutti i giorni.

 

Un sentito grazie a Mario Sassi da parte di Rete180.
Barbara Baroni

 

Mercoledì, 19 Settembre 2018 14:54

Davide Bregola con Ivana Sica

Ivana Sica presenta: "Alla fine di questa giornata".

Dialoga con l’autrice Davide Bregola

Mercoledì, 19 Settembre 2018 13:04

Intervista a Hugues Leclère e concerto

Lunedì, 17 Settembre 2018 08:38

È; necessario il TSO?

La Legge 180, come è emerso nell’assemblea organizzata da Mi riguarda-Rete180 a La Cervetta, reca il titolo “accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori”. La legge stabilisce che di norma gli accertamenti ed i trattamenti siano volontari e che “non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extra ospedaliere”. Senza darsi cura di ricercare il consenso e la partecipazione della persona proposta per il TSO. Purtroppo non sono infrequenti esiti mortali. La terza conversazione sulla salute mentale ha affrontato la domanda: “il TSO è davvero una eccezione?” Hanno partecipato Mila Ferri nella sua qualità di Responsabile area salute mentale e dipendenze patologiche Regione Emilia Romagna che sta coordinando un progetto teso a favorire l'integrazione e la cooperazione tra operatori sanitari e della sicurezza con l'obiettivo di garantire i diritti e la sicurezza delle persone sottoposte a TSO e Giulio De Nicola Responsabile dell'area psichiatrica Alto Mantovano della ASST di Mantova. Mila Ferri ha sottolineato come la 180 non vada toccata mai. Ha realizzato il confronto tra i dati italiani e quelli particolari della sua regione con interessanti risultati statistici che penalizzano i risultati a causa dei TSO con ricovero e chiamati “in stato di necessità”. Tuttavia è una realtà in calo. Sono critici l’età giovane o tarda e la provenienza straniera che fa raddoppiare i TSO. Il rischio di contenzione non è superato del tutto nelle residenze dalla più intensiva alla più estensiva. Esiste una normativa “direttiva regionale non univoca che aiuta a determinare linee guida sulla salute mentale ed in particolare sui TSO. Si dice come un ragazzo torinese sia morto a causa del TSO ed un uomo a Mantova deceduto per lo stesso motivo. Il terreno neutro non favorisce, aiuta invece la formazione congiunta. È stato creato un convegno in una prima fase di bilancio su vari temi trattati come la contenzione e una seconda fase propensa ai dati informatici raccolti per la fruizione di protocolli. Tema del vigile urbano, l’infermiere, il medico uniti in una équipe efficace, senza format generale (il 15 sett. incontro per indice guida dei protocolli). L’obiettivo sarebbe ridurre i TSO iniziando dalla sicurezza e operando in maniera pragmatica. Sono un indicatore di malfunzionamento dei territori, importanti come la città e montagna per calibrare gli interventi. Persone di Codigoro passavano il ponte sul Po per evitare la direttiva. A Mantova la direttiva era usata anche in modo improprio. Cattiva pratica di camuffare il dato mentre sono la diffusione dell’informazione, condivisione di dettagli che permettono un controllo. Può essere eccessivo? E qui parla Luigi Benevelli che sottolinea come la giunta Moratti a Milano abbia lasciato trapelare dati sensibili contrariamente alla privacy di pazienti considerati alquanto burrascosi. De Nicola unisce l’SPDC in parte nell’ospedale in parte nella pubblica via, pensato per cambiare. Il quadro a Castiglione coinvolge le varie forze di cui abbiamo parlato. Si spera poi in un medico di base, che solo temporaneamente può essere sostituito dal 118 anche con la presenza di educatori di strada. Obiettivo di questi due anni è la riduzione dei TSO. La formazione è troppo biologista. Il medico pensa che deve preoccuparsi e ordina il TSO. Ma Franco Basaglia proponeva un disegno democratico della psichiatria che deve essere comunitaria e aggiungeva che non è bene mettersi nelle mani degli altri. Risulta determinante oggi la chiusura degli OPG. A Geel nel Medioevo le famiglie ospitavano i sofferenti da qui nasce un mito moderno della psichiatria. La problematica è che la Costituzione italiana prevede il rispetto dei diritti umani, ma lascia un buco formativo nella legge. Sembra che la legge sia incompleta. Giovanni Rossi propone di inserire il contratto terapeutico tra medico e paziente: una frasettina del centro psichiatrico dell’Emilia fa pensare alla coercizione che si estrinseca nel transfert e controtransfert e da sciogliere in modo condivisibile per le forze in atto con la tutela del paziente o concordata come un testamento psicologico. L’art.2 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. L’art.32 invece “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. “La valenza giuridica di tale principio si concretizza nel rigetto dei trattamenti ospedalieri obbligatori, argomento che ha saputo coinvolgere l’intero paese sul finire degli anni ‘70” (www.informazionefiscale.it/Diritto-alla-salute-spiegazione-articolo-32 Costituzione). Notiamo ad abundantiam che la Convenzione sui diritti umani e sulla biomedica (Oviedo, 1997) all’art.5 prevede “un trattamento sanitario può essere praticato solo se la persona interessata abbia prestato il proprio consenso libero ed informato” e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Nizza, 2000) all’art.3 stabilisce nell’ambito della medicina e della biologia come debba essere in particolare rispettato “il consenso libero informato della persona interessata”.
Barbara Baroni

Sabato, 15 Settembre 2018 05:16

Il TSO è davvero una eccezione?

Mila Ferri:responsabile area salute mentale e dipendenze patologiche Regione Emilia Romagna sta coordinando un progetto teso a favorire l'integrazione e la cooperazione tra operatori sanitari ed operatori della sicurezza con l'obiettivo di garantire i diritti e la sicurezza delle persone sottoposte a TSO.

Andrea Pongiluppi: avvocato del foro di Mantova, esperto di advocacy nel campo della salute mentale

Giulio De Nicola: responsabile dell'area psichiatrica Alto Mantovano della ASST di Mantova

Mercoledì, 12 Settembre 2018 14:41

OFFESTIVAL di RETE 180 dell’anno 2018

di Barbara Baroni

A quarant’anni dalla Legge Basaglia Mi Riguarda-Rete 180 ha proposto vari eventi ed iniziative in occasione dell’OFFESTIVAL (7-9 Settembre 2018) durante il Festivaletteratura a Mantova in due luoghi prestigiosi quali La Cervetta (all’interno sono stati raccolti frammenti di decorazioni pittoriche d’atmosfera mantegnesca) e Piazza Canossa, annunciati da stendardi ed infine con squilli di tromba. Il 13 maggio 1978 il Parlamento approvò la legge 180 dal titolo “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari ed obbligatori” e poi incorporata nella Legge 833 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale.

La chiusura dei manicomi è inserita nel miglioramento della condizione femminile, riconoscimento dei diritti umani. Ricordiamo che decorre anche il sessantesimo della Legge Merlin 1956 per la chiusura delle case di tolleranza. Tutto è iniziato il giorno 7 settembre con gli amici di Modena che si dedicano al campo del fumetto, uno dei temi Festival di quest’anno. Il gruppo, diretto da Luca Bozzoli fumettista e infermiere, Maurizio, Silvano e Francesco ha spiegato la propria esperienza con chiarezza ed immediatezza lasciando piacevolmente coinvolto il pubblico. Perché inserire il Fumetto nell’ambito della salute mentale? È un modo gentile per trattare temi difficili e sdrammatizzare. Anche senza banalizzare ed evitando squilibri nel giovane. Le fasi lavorative comprendono prima l’idea e stesura di una storia, poi la scrittura del testo dei palloncini, tracce a matita realizzate dall’insegnante, l’inchiostratura con profili e riempimenti in nero sempre da parte del gruppo, sceneggiatura, inserimento dei balloon e rifinitura al computer.

Il tema trattato è quello delicato delle malattie mentali (ansia, depressione, ipocondria, bullismo, psicosi, disturbi dell’alimentazione e nuovi progetti, bipolarismo, uso compulsivo del cellulare, alcolismo ed azzardopatia, da distinguere dalla ludopatia) con umorismo e dove non manca una supervisione scientifica. Le opere realizzate con perizia fanno riflettere e sono destinate alle scuole medie e superiori, dove i Fumetti più richiesti sono quelli sull’ansia ed il bullismo legati al mondo di allievi ed insegnanti, date solo in omaggio. Sono diffusi sulla pagina facebook Fumetto collettivo. Per restare nell’ambito figurativo, anche se in un genere diverso, passiamo alla medaglistica con l’opera in argilla del maestro Andrea Jori, medaglia commemorativa realizzata su proposta d’Armando Araldi coll’immagine di Franco Basaglia ad emblema, in vendita presso Via Accademia, Mantova presso l’Atelier dello stesso scultore.

Questa medaglia rappresenta un volto che sembra rivolto a noi con grande umanità per pronunciare forse proprio quel “mi no firmo” rilevato da Adriano Sofri come frase rivoluzionaria per la riforma della psichiatria e trattamento umano soggettivo del paziente. Infatti l’artista ha saputo cogliere l’anima del protagonista Franco Basaglia per sottolineare come tutti possiamo aggiungere una goccia nel mare facendo nostre le sue idee, il suo spirito, la sua iniziativa, in un momento di parziale rallentamento nella riforma della salute mentale, come ha sottolineato Peppe Dell’Acqua. Un materiale povero e legato al territorio, l’argilla che fa pensare agli arredi, stoviglie, abiti, alle piccole cose che curate a Gorizia restituivano umanità ai pazienti.

Andrea Jori ha sottolineato “le origini antichissime della medaglistica, lo scopo dell’arte e di quest’arte in particolare di farci ricordare un episodio, un volto, un fatto storico, quando spesso le conquiste si dimenticano. Tradurre idee che appartengono alla collettività e trasmetterle ai contemporanei ed alle generazioni future. L’arte è un veicolo molto efficace perché va al cuore delle persone che è l’anticamera della mente”. Una medaglia da collezionare per gli appassionati e tenere per ricordo quando sono cari i temi della salute mentale. Emerge accanto a Basaglia la personalità d’Agostino Pirella innovatore che ha lavorato a Mantova quando c’era la rivista “Il neurone”, parlando già negli anni ‘50 di psicoanalisi e televisione.

Luigi Benevelli ha commentato la videointervista di Nico Casagrande curata da Paolo Serra, regia Stefano Dei dove si descrivevano e in parte contrapponevano le figure d’Agostino Pirella e Franco Basaglia l’uno teorico, l’altro pratico e diretto. Secondo il suo parere ci sono invece punti in comune tra i due “antipsichiatri”: l’umanità con i pazienti, la politica attiva, lo studio di fenomenologia, filosofia tedesca del soggetto, confermata dalla presenza di un’ampia biblioteca d’Agostino Pirella nella sua dimora presso il manicomio di Mantova (dove vivevano anche gli psichiatri con le famiglie) in condizioni modeste. Sono entrambe figure di medici che si tolgono il camice e rifiutano di “pesare i cervelli”, si oppongono alla cruda fisiologia imperante e per questo non possono fare la carriera universitaria.

La fase tra 1960 e 1969 attraversata dal’68, momento storico difficile, ma nel campo psichiatrico animato da questo personaggio instancabile Franco Basaglia che ha inventato assemblee dove i pazienti si riappropriavano della loro personalità alienata dai camici grigi, dai capelli rasati e tornavano soggetti pensanti, portatori di storie ed attivi per il cambiamento delle proprie sorti e di quelle degli altri “internati”. Un sogno pratico, cambiamento che si radica nell’esperienza del carcere affrontata da Basaglia a Venezia all’età di 17 anni durante la Resistenza. Una vita generosa spesa per gli altri, conclusasi tristemente a causa d’un tumore al cervello, ma senza lasciare fino all’ultimo il proprio lavoro e dopo un soggiorno a Mantova. Peppe Dell’Acqua e Adriano Sofri hanno presentato il libro d’Antonio Slavich “All’ombra dei ciliegi giapponesi”, grafica Ugo Pieri vignettista, Collana 180 (il figlio Carlo Slavich storico greco ha raccolto a più riprese il diario del padre su nastro). Potrebbe sembrare di nicchia, ma ha una chiave importante ossia che risveglia psichiatri stanchi ed è modello per i giovani nuovi psichiatri: ormai c’è superficialità dove non si scopre il Big Bang.

Basaglia viene da Padova, scopre in manicomio un orrore e si pone la domanda chi c’è intorno? 600 internati che non si vedono. La passione amorosa, invidia, desiderio d’amore si traducono in malattie mentali ed internati. Slavich e Basaglia non si basano sulla formazione in medicina ma su studi filosofici e ricerca del soggetto. In questa città vuota di frontiera devono scoprire cosa c’è sotto, uomini, donne, ragazzi, partigiani. Parlano con tutti e stilano un carnet. Comprendono che si può vedere nell’altro l’amore. Si parlano. Il potere mortale e la vergogna da eliminare. Non sono più malati, ma cittadini. Secondo Norberto Bobbio chiudendo i manicomi è stata “ridata la libertà”. Non si coglie un mondo fermo, deserto che non ci sono parole per descrivere. E qui ricordiamo l’episodio del raccogliere i sassi dell’Isonzo per riprendere a muoversi, che rammenta la poesia di Ungaretti I fiumi e “la muraglia” montaliana contro cui si va a sbattere secondo Adriano Sofri quando si affrontano queste dure realtà.

Nascono angosciose domande, si richiede una riflessione fenomenologica sull’Essere-con di Heidegger e Sartre, la necessità di un impegno costante per liberare i luoghi dove ancora in Italia e nel mondo si opera la “contenzione”. Non dimentichiamo come ci fossero persone legate ai letti, agli alberi, immobili sul cemento e ragazze anoressiche costrette ad alimentarsi col tubicino dal naso, senza dare loro altra assistenza. L’elettroshock è potenzialmente letale. L’evento si è concluso coll’Assemblea (che richiama il termine basagliano) in Piazza Canossa, dove oltre a 180 poltroncine la gente gremiva tutto intorno. Patrizio Roversi ha chiesto se gli psichiatri siano venuti a Canossa, ricordando la scelta emblematica di questa piazza.

Ha continuato parlando del libro di Giovanni Rossi “Due o tre cose che so di Lei”. Infatti secondo Rossi il sapere sulla salute mentale è formato “dalle due o tre cose che ognuno può aggiungere”. Erano tra l’altro presenti tante radio oltre alla nostra Rete 180, tra cui Radio Shock da Piacenza rappresentata da Lelia Zoppellari (nel lontano 2011 è nata grazie a lei la mia prima trasmissione Paroliamo), che ha intervistato in modo divertente Patrizio Roversi, Radio Scompiglio realtà veronese nascente con Debora Lucchetti, a cui si sono aggiunti Comip (Children of mentally ill parents-prima Associazione italiana figli di genitori con disturbi mentali) presidente e vicepresidente Stefania Buoni, Gaia Cusini autrice d’una interessante tesi di laurea sull’argomento, Carlo Miccio autore di “La trappola del fuorigioco”, l’Associazione Oltre la siepe ed altri. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

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