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Martedì, 24 Ottobre 2017 10:31

Bando selezione volontari Servizio Civile Nazionale

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Si comunica che in data 13 ottobre 2017 sul sito del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, è stato pubblicato il “Bando per la selezione di 551 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero. Nell’ambito di tale integrazione rientra il progetto presentato dalla Sezione Provinciale di Mantova dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, denominato “CON NOI PER COSTRUIRE PIÙ INCLUSIONE - MANTOVA” che coinvolgerà n. 6 giovani volontari del servizio civile nazionale per l’accompagnamento di ciechi e ipovedenti sul territorio mantovano. Possono presentare domanda ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni. Il progetto è disponibile on line sul sito www.uiciechi.it, gli interessati possono presentare domanda utilizzando l’apposito modulo (allegato 2 e 3 del bando) direttamente all’ufficio sezionale entro le ore 14.00 del 20 novembre 2017.
Per maggiori informazioni è possibile contattare l’ufficio sezionale U.I.C.I. di Mantova in Via della Conciliazione n. 37 al n. di tel. 0376 323317 negli orari di apertura al pubblico, o inviare una mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure consultare il sito www.uicmantova.it
Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:
1) con Posta Elettronica Certificata (PEC) - art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 - di cui è titolare l’interessato avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
2) a mezzo “raccomandata A/R”;
3) consegnate a mano.
Ringraziando per la collaborazione si porgono distinti saluti.

La Presidente
Mirella Gavioli

Lunedì, 02 Ottobre 2017 18:57

"Animali Urbani" l'ultimo album di Daniele Isola

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Mercoledì, 27 Settembre 2017 07:25

Incontro con Fabio Geda e Francesca Scotti

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Mercoledì, 27 Settembre 2017 07:18

Conferenza Francesca Alfano Miglietti

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Sabato, 23 Settembre 2017 07:37

International Brain Stimulation in Psychiatry Conference

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La depressione rappresenta lo prima causa di disabilita sia nei paesi viluppati che in quelli in via di sviluppo. A livello globale, contando anche la mortalita DALYs (attesa di vita corretta per disabilita), lo depressione rappresenta lo terza causa di carico di malattia per le popolazioni, prima dell'ischemia cardiaca, dell'AID5 e delle malattie cerebro- vascolari.
Le proiezioni sul 2030 ci dicono che /0 depressione rappresentera lo prima causa di carico di malattia. 1130/40% dei pazienti depressi non rispondono ad un trattamento antidepressivo di prima scelta. 11 55% non raggiunge la remissione completa.
Circa il ~o% rimane depresso dopo interventi multipli. Un terzo diventa resistente al trattamento. La depressione refrattaria da sola contribuisce alla meta dei costi per il trattamento della depressione.
Con questo corso intendiamo dare un importante contributo al trattamento delle depressione grave ed all'ottimizzazione del trattamento delle depressioni, dei disturbi bipolari e dei disturbi psicotici farmacoresistenti, anche nei minori. Tra le tecniche di neurostimo/azione cerebrale la terapia e/ettroconvulsiva (ECT) ha potuto evidenziare lo maggior evidenza per 75 anni.
La Repetitive transcranial magnetic (rTM5) e vagus nerve stimulation (VN$) sono state approvate nel trattamento dei pazienti depressi adulti in Canada and negli 5tati Uniti ed in Europa con evidenze ancora contenute. Vi sono anche emergenti evidenze che lo deep brain stimulation (085) sia efficace anche nel trattamento delle forme depressive gravi farmacoresistenti. Infine le applicazioni della t-DCS sono sempre pii; vaste ed incoraggianti.

Il volantino

 

Domenica, 27 Agosto 2017 10:11

PRATICELLO: IL MERCATINO DEL RIUSO

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In gara per il premio Italive 2017

Domenica 27 Agosto, dalle ore 8.00 alle ore 18.00, a Praticello di Gattatico torna il mercatino del riuso che si tiene la quarta domenica del mese. Sono circa 150 gli iscritti che, nella la piazza centrale e nelle vie laterali, metteranno in vendita ogni tipo di oggetto: dagli abiti ai mobili, dai casalinghi agli attrezzi di una volta; articoli rigorosamente usati, recuperati nelle cantine o nei solai, che in questo modo possono tornare di nuovo utili a qualcuno e consentire anche un piccolo guadagno, non trascurabile in tempo di crisi.

Chi fosse interessato ad aderire può chiedere informazioni ed iscriversi telefonando al numero 348.3983290

Di contorno alla manifestazione ci saranno, come di consueto, alcuni gazebo di associazioni con prodotti tipici o piccola gastronomia. A questo riguardo si segnala che il Mercatino del Riuso di Gattatico, per alcune sue peculiarità, è stato censito nel portale italive.it e ammesso alle votazioni per il "Premio Italive 2017” promosso da Coldiretti e Autostrade per l’Italia.

Giovedì, 11 Maggio 2017 07:25

In bicicletta tra OPG e Rems

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In questi giorni molte persone sono impegnate nella staffetta “Io digiuno perché non devono tornare gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”.
Dopo avere aderito alla giornata di digiuno promossa a Mantova da Stopopg e da Mi Riguarda Rete 180 GIOVEDI' 27 APRILE, alcuni di noi : Gaetano detto Felix, Gianfranco, Giovanni, Massimo, Paolo, Renzo, hanno pensato ad un viaggio simbolico tra il vecchio opg ed le nuove rems.
E così il 9 maggio siamo partiti in bicicletta da Mantova per la nostra prima tappa. Castiglione delle Stiviere, località Ghisiola, dove c'era l'ospedale psichiatrico giudiziario ed ora nella stessa “location” c'è il “sistema polimodulare di rems provvisorie”. (foto 1)

1

Da lì, dai cancelli chiusi, siamo partiti per raggiungere quella che ci è sembrata una proposta alternativa di superamento degli OPG. Alternativa per struttura e per modalità di lavoro.
Abbiamo preso la strada per la rems di Casale di Mezzani in provincia di Parma.

Prima, però, appena fuori Castiglione, abbiamo sostato in Municipio a Medole. (foto 2)

2

Accolti dal Sindaco, Giovanni Battista Ruzzenenti, abbiamo concordato sulla importanza ed utilità che i Sindaci si battano per una sanità legata al territorio e che, nello specifico della legge per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, agiscano per tutelare il diritto dei propri concittadini a ricevere programmi riabilitativi personalizzati, qualora siano ospiti di una rems.
Oggi, purtroppo, accade invece che molti Sindaci, anche per loro responsabilità, non siano nemmeno informati quando una persona residente nel Comune che amministrano, viene sottoposta a misura di sicurezza in rems.

Con questo viatico siamo ripartiti per la rems di Casale di Mezzani.
Mezzani è un comune della bassa parmense, composto di varie frazioni che si distribuiscono lungo la riva del Po. Confina con Colorno, che fu sede del manicomio di Parma, e con Brescello, terra di don Camillo e Peppone.
Due anni fa, grazie ad una rapida ristrutturazione della ex scuola poi divenuta residenza psichiatrica, è stata aperta la rems. La dirige la d.ssa Giuseppina Paulillo che ci ha accolto e fatto visitare la struttura in compagnia degli ospiti, che sono nove, e delle operatrici – molte donne , anche se gli ospiti sono al momento tutti maschi – e degli operatori. La struttura presenta una recinzione, che, come è stato sottolineato, è richiesta dalla Prefettura. Però quando è accaduto che una persona la abbia scavalcata, nessuno è andato a cercarla. Anche perchè era abbastanza chiaro a tutti che la rems non era il posto giusto per lei.
Abbiamo, così l'occasione di riprendere il tema per cui siamo venuti qui, e cioè il pericolo che le rems, per uno sciagurato emendamento alla legge di “riforma della giustizia”, si snaturino. E da luogo dove mettere in atto la prima parte di un programma riabilitativo che poi continui presso i dipartimenti di salute mentale, tornino ad essere quello che erano gli OPG. Un manicomio-carcere dove paradossalmente le persone con problemi di salute mentale, rischiavano di essere condannate all'ergastolo bianco. (foto3)

3

Prima di lasciarci, uno degli ospiti si è incaricato di riportarci al luogo da cui eravamo partiti. Ci ha raccontato di quando è fuggito dall'OPG di Castiglione per tornare in carcere a Reggio Emilia. Davanti alla cui porta effettivamente concluse la fuga.

Ora nella rems di Casale di Mezzani si trova bene.
Giovanni Rossi

ps. abbiamo percorso in bicicletta 170 km per cui il nostro digiuno non ha potuto essere totale. Ci siamo limitati ad acqua, caffè, una merendina ed una banana..

Venerdì, 05 Maggio 2017 17:16

Legge “Dopo di noi”

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CONVEGNO 19.05.2017 – LEGGE 112/2016 “DOPO DI NOI”
L'analisi delle prospettive di attivazione della Legge sul “Dopo di noi” nel convegno di venerdì 19 maggio alle 14.30 presso il Mamu Multicenter di Largo Pradella a Mantova. L'appuntamento è organizzato da Anffas Onlus Mantova e Sol.Co. Mantova in collaborazione con altre realtà associative e cooperative mantovane, con il patrocinio di ATS Val Padana, Comune di Mantova, Camera di Commercio di Mantova e Fondazione Dopo di Noi Anffas.

INTERVERRANNO:
Onorevole Elena Carnevali - redattrice del testo di Legge
Paolo Favini - direttore generale reddito di autonomia e inclusione sociale di Regione Lombardia
Diego Maltagliati - direttore socio sanitario ATS Val Padana
Emilio Rota - presidente nazionale Fondazione Dopo di Noi
Valeria Negrini - presidente FederSolidarietà Confcooperative Lombardia
Daniele Minussi - notaio
Marco Bollani - tecnico fi duciario Anffas/ConfCooperative e responsabile Cooperativa Come Noi
Moderatore: Luciana Bianchera - responsabile della formazione consortile di Sol.Co. Mantova, consulente, formatrice

Locandina

Mercoledì, 12 Aprile 2017 08:27

Orchestra Sinfonica "la Nota in più"

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Il centro di Musicoterapia Orchestrale “La nota in più” nasce nel 2004 dalla volontà dell’Associazione Spazio Autismo di Bergamo, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale.Il progetto è stato possibile grazie alla disponibilità del Comune di Bergamo che ha offerto uno stabile nel quartiere di San Colombano ed ha fornito tutti gli strumenti.

Questo progetto è rivolto alla formazione musicale dei ragazzi e dei giovani con autismo e con disabilità cognitiva:una grande scommessa e un’occasione unica per rendere i ragazzi disabili partecipi di quella grande esperienza che è la musica.

I ragazzi, divisi in piccoli gruppi e affiancati da musicisti formati (con un percorso triennale) dal centro Esagramma® di Milano (con docenti tra i quali Pierangelo Sequeri, ideatore del metodo e Licia Sbattella, direttore scientifico di Esagramma® e docente universitaria del Politecnico di Milano), imparano a farsi comprendere attraverso il suono.Il lavoro musicale su se stessi, svolto in situazione di gruppo, consente di “sentire” le proprie emozioni e di capire come esprimerle, scegliendo timbro e sentimento: una possibilità aperta dalla complessità della musica sinfonica, dalla sua ricchezza emotiva e concettuale.

“Capito una volta, in musica, è capito per sempre”, dice la dott.ssa Sbattella.

Da qui, infatti, l’apprendimento si riversa nella sfera della parola e della relazione sociale.
Nelle sedute di formazione tutti suonano, utilizzando gli strumenti dell’orchestra: violini, violoncelli, contrabbassi, timpani, arpe, marimba, campane, percussioni e tanti altri.

Nell’anno 2013/2014 i corsi sono seguiti da più di 50 ragazzi guidati da circa 20 operatori.

Si inizia con il triennio di musicoterapia orchestrale; successivamente si può accedere al perfezionamento orchestrale biennale (che prevede anche l’accostamento più specialistico ad uno strumento singolo con approccio individuale) e, infine, all’Orchestra Sinfonica.

Inoltre il Centro “La nota in più”, con il progetto “La musica da condividere”, offre alle classi di tutti gli ordini di scuola, l’opportunità di un percorso musicale in orchestra per tutti ed in particolare un’esperienza di integrazione fra alunni con disabilità e compagni di classe.

Il Centro “Lanotainpiù” è sede di tirocinio riconosciuta da Esagramma® onlus Milano ed è autorizzata a svolgere tirocini per neolaureati in psicologia. Inoltre già alcuni collaboratori hanno basato la loro tesi di laurea sulle attività svolte dal Centro.

Il 14 dicembre 2013, tramite la sua direttrice e coordinatrice, il Centro e l’Orchestra Sinfonica “La Nota in Più” sono stati insigniti della Benemerenza della Città di Bergamo.

L’Orchestra Sinfonica “La nota in più” ha all’attivo più di 50 concerti in luoghi prestigiosi e legati a importanti manifestazioni.
Nel 2012 è nata una seconda Orchestra Sinfonica che ha recentemente debuttato con un concerto a Suisio.
Le Orchestre sono settimanalmente impegnate nelle prove del repertorio. Il repertorio utilizzato è tratto dalla letteratura musicale sinfonica. Le orchestrazioni sono rielaborate dai conduttori dell’Orchestra.

Nel 2010 l’Orchestra Sinfonica “Lanotainpiù” e il Centro Socio Educativo “SpazioAutismo” hanno affrontato la realizzazione dello spettacolo “Muri”, liberamente tratto da “Il Gigante Egoista” di O.Wilde per la regia di Bano Ferrari, nell’ambito della rassegna “deSidera” che ha debuttato il 24 aprile 2010 nella cornice di Piazza Vecchia.

Alcuni nostri operatori musicisti hanno partecipato in qualità di orchestrali nell’Orchestra Sinfonica “Esagramma” di Milano al Convegno Internazionale su Arte e Disabilità “IN-TAKT” a Dortmund (Germania) dal 8 al 10 Ottobre 2010; al FESTIVAL “Arti e disabilità” a Pecs (Ungheria) dal 23 al 27 Giugno 2011; dal 4 al 7 Maggio 2012 a Linz (Austria), al Sicht-Wechsel Internationales Integratives Kulturfestival; dal 23 al 27 Aprile 2013 ad un concerto e workshop nella prestigiosa sede dell’Università di Georgetown, WashingtonDC (USA) e, il 14 settembre 2013, al Teatro Franco Parenti di Milano nell’ambito di MI.TO.

Presentato in Senato da Gianluca Nicoletti “Tommy e gli altri”, il «film sugli autistici “fantasma”» che ha realizzato girando per l’Italia. Per l’occasione suo figlio Tommaso – Tommy - indosserà per la prima volta giacca e cravatta e le prove d’abito che ha fatto nei giorni scorsi lo hanno già in qualche modo trasformato: «come si è messo l’abito blu è diventato un’ altra persona, come se avesse capito che a lui si richiede compostezza e osservanza del cerimoniale. Mi pento di non averlo mai vestito prima da “uomo”, chissà perché continuavo a pensare che fosse un eterno ragazzino…», ha scritto Nicoletti. Insieme a Tommy ci saranno alcuni dei ragazzi e delle famiglie che si sono raccontate nel film, fra cui Achille: «Achille che i compagni di classe hanno sempre preso in giro e mai invitato a una delle loro feste. Achille che vuole fare lo scienziato, non infilare le perline. I suoi compagni che mentre lui sarà con noi sono tutti in gita scolastica a Praga, gita a cui lui naturalmente non è stato permesso di partecipare», racconta il giornalista.

Dopo questa anteprima, il film sarà trasmesso il 1° aprile alle 21:15 su Sky Arte e alle 23.15 su Sky Cinema Cult. Il giorno successivo, 2 aprile, andrà in replica alle 19.35 sugli stessi canali Sky e alle 23 in chiaro su TV8, al tasto 8 del telecomando: insomma, tutti potranno vederlo, anche chi non ha l’abbonamento alla pay tv.
Nicoletti, cosa è riuscito a fare? “Tommy e gli altri” è il primo film che…

Intanto che è stato prodotto senza chiedere soldi pubblici, ne sono molto orgoglioso e grato a chi ha contribuito. È un film nato solo dalla volontà delle famiglie, che si raccontano in cose che non vengono mai raccontate. E mi lusinga molto che Sky Arte abbia chiesto il film: lo dico da sempre, i nostri figli sono opere d’arte. Non sarà relegato nel pietismo del 2 aprile, della festa del santo patrono: no, Sky Arte e Sky Cinema… insomma, oggi tocco il cielo con un dito.

Cosa si augura accadrà dopo il film?
Vedremo, ovviamente spero succeda qualcosa concerto. Io ho molta fiducia nelle iniziative delle famiglie che si rimboccano le maniche. Devo dire però che anche a livello istituzionale, il fatto che ci saranno anche il Presidente Grasso e la ministra Boschi mi fa sperare… Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha aperto a dicembre un Gruppo di lavoro tecnico sulla disabilità, di cui faccio parte, mi pare una prima volta ed è bello perché non è che nelle pari opportunità ci siano categorie di “prima scelta” a cui rivolgere prioritariamente l’attenzione: ci siamo già riuniti, sembra che non sia come spesso accade un luogo di parole, che ci sia la volontà di fare un progetto sperimentale concreto per i ragazzi adulti, che li aiuti ad entrare nel mondo del lavoro. Questo passaggio dei 18 anni, dopo la scuola, è un ricominciare da zero: credo molto in questa iniziativa.
L’idea del film è nata all’indomani dell’iniziativa “I nostri figli sono opere d’arte”, ora lei lo ridice, però ha anche detto che l’autistico è «una persona che al massimo può dedicare agli altri uno sguardo stralunato». Un altro papà però ha criticato aspramente questa frase, che dal suo punto di vista dà «un messaggio discriminatorio nei confronti di migliaia di persone autistiche», perché ci sono «tanti ragazzi e adulti autistici fantastici, belli, reali che ci regalano un sacco di cose realissime e intelligentissime».

Intanto dire sguardo stralunato non ha nulla di discriminatorio, offensivo, negativo. Lo sguardo stralunato è lo sguardo atipico che crea arte. Le critiche ci stanno, ma al film , non a una frase. Io penso giornalisticamente di aver fatto un lavoro onesto, rappresentando nel film tutto lo spettro dell’autismo. Perché l’autismo non è un monolite, ci sono quelli molto intelligenti e quelli come mio figlio che non parlano: è chiaro che se io richiamo l’attenzione sui più deboli gli altri si sentono di doversi distinguere, ma io non posso seppellire gli autistici come mio figlio, che pure esistono. Forse dovremmo darci due nomi diversi.

Lei in passato ha invitato le famiglie a mettersi insieme, ad essere proattive, ad creare start up: dopo questo giro d’Italia, pensa possa succedere?
Il film serve proprio a questo, perché le famiglie più motivate trovino la forza di non stare chiuse in casa, di uscire allo scoperto, far sentirle loro voce. Le istituzioni non chiedono di meglio che avere famiglie nascoste, in silenzio, che non pongono il problema, invece il problema va posto e il problema più grande oggi è “che succede finita la scuola? e poi?”. Ci sono progetti, idee, ma le cose belle vanno avanti bene da sole. Io devo far vedere quello che non va bene, mettere il dito sulla criticità. Ho girato l’Italia e ho visto una situazione generale desolante, non c’è comunicazione, non c’è consapevolezza dei diritti, c’è un lavoro culturale immenso da fare.

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