INTRO-SPECTION Brit-pop

1. THE LA’s – These She Goes

Classico dei The La’s, che, negli anni 90, li avevo ‘conosciuti’, musicalmente, per caso frequentando uno dei negozi di dischi che c’era nel centro storico della nostra città. Questa canzone é quella che, in qualche modo, ha lasciato un segno, molto distinto, per la melodia accattivante, per il ritornello coinvolgente. Un’atmosfera nostalgia ma che, al tempo stesso, capace di esser energica grazie alla chitarra elettrica, alla voce di Lee Mayers, il front-man del gruppo. Un verso esempio del rock alternativo brit-pop fatto di melodie orecchiabili, da testi evocativi che parla dell’euforia, della vulnerabilità che può accompagnare l’innamoramento, esprimendo un senso di nostalgia e, al tempo stesso, di desiderio. Un amore che sembra sfuggire ma che riesce a catturare, come questa canzone, l’essenza della gioventù, delle relazioni, facendo leva su sentimenti universali. La produzione é pulita, ben bilanciata, classico dei questa band britannica, permettendo, a ogni strumento, di brillare contribuendo, in questo modo, a combinare melodie memorabili tenendo conto dell’energia complessiva che, ancora oggi, continua a risuonare restando un punto di riferimento nel panorama musicale di quel decennio.

2. LIAM GALLAGHER – For What It’s Worth

Pensando agli OASIS, alla loro reunion dello scorso anno (si vocifera la possibilità di un nuovo disco per i fratelli Gallagher, secondo fonti informate), nel mio viaggio ‘introspezione’ sono capitata ad ascoltare questa canzone di Liam. Un brano che esprime la vulnerabilità, parlando di relazioni, della ricerca di qualcosa di autentico in questa realtà complicata. Una delle tracce che arrivano al cuore del disco di debutto, di uno dei fratelli Gallagher, dove mette in risalto la sua voce potente, il suo approccio lirico diretto dove, inoltre, ti fa capire quanto possa esser capace di scrivere testi profondi, strutturati da strofe che conducono verso un ritornello potente, cantabile. Musicalmente c’é da dire che, pur mantenendo l’essenza del rock alternativo britannico, quello tipico degli Oasis, qua, Liam, desidera staccarsi grazie anche ad una raffinata, matura, produzione, capace di far riflettere che, allora, era venuto il momento per farsi conoscere, come solista, crescendo personalmente, pronto alle sfide emotive. Una canzone da ascoltare che invita alla riflessione. Se non l’hai ascoltata, questo é il momento per farlo, apprezzando, in pieno, la sua bellezza e, anche, il suo messaggio.

3. RICHARD ASHCROFT – Out of My Body

La scelta per la recensione di questa canzone, é stata quella del pensare ad un gruppo, i The Verve, che andavano di moda, qualche decennio fa. Vederli, in una possibile reunion, com’é accaduto per i fratelli Gallagher (gli Oasis), mi sembra una cosa un po’ assurda a dir la verità. Pensata perché, in qualche modo, mi ha aiutato ad affrontare una ‘lotta interna’, alla ricerca di un equilibrio. La voce di Richard Ashcroft, si inserisce nel contesto del rock alternativo e mantiene la capacità di scrittore scegliendo testi emotivamente risonanti. Tutto abbinato ad una melodia orecchiabile che inizia grazie ad un’introduzione atmosferica sognante, al tempo stesso, riflessiva, per una struttura classica capace di inserirsi nel contesto del rock alternativo facilmente riconoscibile e, al tempo stesso, memorabile. Consigliata vivamente per cogliere, in questo modo, il suo messaggio, la sua bellezza.

4. BLUR – To the End

Sentivo circolare strane voci su una possibile reunion dei Blur dopo il ‘progetto’ dei Gorillaz, da parte di Demon Albarn ma poi, silenzio assoluto.. Pensando a questo brano dove si combinano melodie malinconiche con testi ‘esplorativi’, ricordo quanto possa affrontare, nel proprio interno, la complessità delle relazioni, parlando di amore, di vulnerabilità riconoscendo che, nonostante gli sforzi, le cose possono far capire che, quella storia, é destinata a concludersi. La voce di Damon, emotivamente carica, é capace di trasmettere una profonda vulnerabilità in un brano che si apre con un’introduzione melodica, caratterizzata da un arrangiamento orchestrale capace di creare un’atmosfera sognante, nostalgica, anche grazie alla chitarra di Graham Coxon, immancabile, contribuendo ad arricchire, il brano, con l’arrangiamento orchestrale capace di contribuire a creare un suono ricco, significativo. Sì! “To The End” é un capolavoro introspettivo che mostra quanto, i Blur, possano esser capaci di toccare anche le corde emotive in quel sound britpop, rock alternativo, degli anni 90. Và ascoltata ed apprezzata appieno. Consigliata.

5. TRAVIS – How Many Heart

Una canzone, questa dei Travis (ricordati per il video dove, era un continuo gettarsi torte in faccia), é il lato che, forse, apprezzo di più per quel suo esplorare il dolore e, al tempo stesso, la ricerca di connessione, mettendo, in luce, quella ‘lotta interiore’ introspettiva, che stò facendo in questo periodo, scoprendo quanto possa esser, in qualche modo, freddo e distante, il mondo e la realtà che ci circonda. Qualcosa pieno di incertezze con quel desiderio estremo di trovare comprensione ed amore anche se, l’atmosfera malinconica, é piena di speranza. Il brano inizia con una melodia delicata e malinconica che sembra sposarsi, alla perfezione, con i testi creando un forte impatto emotivo, unita a chitarre pulita accompagnata da una sezione ritmica bel bilanciata. La voce di Fran Healy, trasmette una forte emotività regalandoti una profonda connessione con l’ascoltatore. Un vero esempio della capacità di mescolare introspezione e accessibilità, capace di incarnare la vulnerabilità e la complessità delle relazioni umane. Una melodia evocativa che, per chi non l’ha ancora sentita, vale la pena di esser ascoltata perché una delle tracce maggiormente toccanti di questa band scozzese.

6. OASIS – Don’t Look Back In Anger

Prima si é parlato di Liam Gallagher come cantante solista. Ora, in qualche maniera, propongo, come vocalist, il fratello Noel, anche se, il gruppo, si tratta degli Oasis. Se faccio mente locale, al concerto mantovano, sempre di Noel Gallagher al quale ho assistito nel luglio del 2019, credo che, il fratello di Liam, fra le sue canzoni, abbia cantato questa. Ho riflettuto sul testo, quello del perdono e del superamento delle esperienze passate, con la volontà di esser resiliente, gettando, i dissapori ‘relazionali’, mettendoli da parte anche se non é stato facile ma volevo cercare la pace interiore per non restare bloccata in quel qualcosa che m’ha ‘incastrata’ per lunghissimo periodo senza che potessero attaccarmi nuovamente. La canzone si apre con un’introduzione di pianoforte capace di creare un’atmosfera malinconica, liberatoria che, al tempo spesso, potesse esser nostalgica e riflessiva. La melodia é orecchiabile e facilmente riconoscibile grazie a quella combinazione, facilmente riconoscibile, fatta di melodie potenti, da un ritornello dove, la voce di Noel, é potente, carica di emozione. Una brano che é diventato un inno generazionale, simbolo del Britpop, rendendola un classico capolavoro degli Oasis. Indimenticabile.

Recensione scritta da Paola Morandini