Giovanni Bietti: “Used to say, i like chopin”

Favola con tutto Chopin narrata dalla figura poliedrica di Giovanni Bietti: compositore, pianista, musicologo e consulente artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Le sue composizioni sono state eseguite in Festival internazionali. Le opere di Chopin sono fiori e velluto e ferro come sembra spiegare Robert Schumann: il genio polacco si staglia nella storia con l’aspirare alla perfezione e dialettica tra rigore e libertà gestuale nella propria opera.

Il musicologo Giovanni Bietti (Fryderyk Chopin. La musica), con l’amato piano, ha condotto il pubblico in un percorso culturale e artistico tra Polonia e Parigi con esempi di forme di danza come mazurke e brani romantici notturni, per narrare al pubblico come nasce e si svolge la parabola di un giovane eccezionale che, come diceva George Sand era capace “di far parlare a un solo strumento la lingua dell’infinito” (libretto del Festival) e infatti ci ricorda la voce uniforme coinvolgente, tesa all’essenza dell’essere e al sogno indimenticabile.

Bietti ha evidenziato le componenti dello stile chopiniano sottolineando “la sua passione per Bellini e l’opera italiana, l’amore per J.S. Bach e il contrappunto con varie parti anche nella composizione dei notturni, la melodia mozartiana, il canto popolaresco imitato”. Bietti ha sfatato dei luoghi comuni su Chopin come “troppo delicato o melenso e senza senso formale” sottolineando invece la purezza formale (spesso ABA), il rubato, l’improvvisazione, in opere ben strutturate”. Vi sono diverse versioni dei pezzi proprio per questo talento improvvisativo ma con chiarezza formale ed espressiva.

Spiccavano in apertura gli esempi dei primi due Notturni di Chopin con il rubato e il secondo con citazione belliniana che dimostrano la sua attenzione alla voce. Viene esaltata da Bietti anche l’orchestrazione col Concerto n.2 rispondendo ad una polemica musicologica. Il discorso dopo il notturno si concentra sulla mazurka derivata da tre danze popolari, una scelta originale e coinvolgente. Per finire Bietti ha eseguito il Preludio Op.45 in modo fine e stupendo. Armonia vagante cadenza vocale stile wagneriano e ricerca eccentrica geniale di trasfigurazione degli elementi creativi.

Ricordiamo che Bietti collabora con musicisti come il violinista Thomas Zehetmair e il pianista Boris Berezhovskij, i compositori Mauricio Kagel e Alessandro Cipriani e altri. Ha lavorato per oltre dieci anni con la casa discografica Philips Classics e ha insegnato composizione ed etnomusicologia. Pure a cura di Giovanni Bietti trasmissioni educative e di approfondimento per Rai Radio 3, tra i quali Lezioni di musica ed è divulgatore culturale ottimo. Tiene concerti-conferenze presso alcuni dei più prestigiosi enti culturali e ha pubblicato saggi e revisioni.

Dal 2023 dirige per Carocci la collana Dentro la musica. Una conferenza concerto che ha chiarito il misterioso personaggio di Chopin facendo entrare nel libro dell’anima, riflettendo su brani quali il Preludio Op.28 n.4 senza melodia evidente, ma ricreata grazie ad un fantastico accompagnamento. Sono emersi aspetti didattici e culturali di altissima levatura e hanno messo in evidenza la musica di Chopin come la più pura nella generazione romantica accanto a Schumann, Liszt, Mendelssohn.

Interessante soprattutto lo studio di armonie popolari con scale particolari nelle Mazurke e il contrappunto anche nei Notturni e la ricerca interiore: Chopin è detto “musicista del presente”, voce intensa. Chopin insegnava facendo riferimento alla lettura di poesie e al legato espressivo, anche se non amava i titoli e nemmeno i titoli apocrifi che usavano certi editori, e Bietti ha raccolto questo aspetto estetico con un quadro completo della figura del compositore.

Barbara Baroni