Bob dylan, the 30th anniversary concert celebration (1993)

Ci sono dischi che si ascoltano per piacere e dischi che si ascoltano per capire un pezzo di storia della musica. The 30th Anniversary Concert Celebration appartiene decisamente alla seconda categoria.

Quando ho messo sul piatto questo doppio LP pubblicato nel 1993, la sensazione è stata quella di assistere non tanto a un semplice concerto, quanto a una grande festa collettiva organizzata per celebrare uno dei più importanti autori del Novecento: Bob Dylan.

La cosa che più mi ha colpito è la varietà degli artisti coinvolti. Ognuno interpreta Dylan a modo proprio, senza cercare di imitarlo. È proprio questo il bello del disco: dimostra come le sue canzoni possano vivere attraverso voci, sensibilità e generazioni completamente diverse.

Tra i tanti brani presenti, ne ho scelti sei che consiglio particolarmente anche agli ascoltatori che vogliono avvicinarsi a questo album attraverso Spotify.

1. Like A Rolling Stone – John Mellencamp
Una partenza energica e diretta. Mellencamp affronta il classico dylaniano con rispetto ma senza timore reverenziale.

2. The Times They Are A-Changin’ – Tracy Chapman
Probabilmente uno dei momenti più emozionanti dell’intero concerto. L’interpretazione è essenziale e intensa.

3. It Ain’t Me Babe – June Carter Cash & Johnny Cash
Due leggende della musica americana che trasformano il brano in un dialogo naturale e coinvolgente.

4. Just Like A Woman – Chrissie Hynde
Voce elegante e interpretazione raffinata per una delle canzoni più amate del repertorio di Dylan.

5. All Along The Watchtower – Neil Young
Ruvida, elettrica e appassionata. Neil Young riesce a lasciare un’impronta personale molto forte.

6. My Back Pages – Bob Dylan, Eric Clapton, George Harrison, Neil Young, Tom Petty e Roger McGuinn
Il gran finale. Un momento storico che da solo vale l’ascolto dell’intero album.

Quello che rende speciale questo doppio LP è il clima di rispetto e amicizia che si percepisce dall’inizio alla fine. Non c’è competizione tra gli artisti presenti sul palco: c’è soltanto la volontà di rendere omaggio a un autore che ha cambiato il modo di scrivere canzoni.

A più di trent’anni dalla pubblicazione, continuo a considerarlo uno dei più bei dischi celebrativi mai realizzati. Non solo per la qualità delle esecuzioni, ma perché riesce a trasmettere qualcosa che oggi si incontra sempre più raramente: il senso di appartenenza a una grande storia musicale comune. (Paola Morandini per Rete 180)