C’erano una volta le stagioni

C’erano una volta le stagioni

Un approfondimento ispirato ai brani presentati nell’ “evento mantovano dedicato a Pëtr Ilič Čajkovskij (1840 – 1893) da MantovaMusica-Eterotopie con “C’erano una volta le stagioni” il 29 marzo” (mantovamusica.com), con influsso vivaldiano. Le stagioni Op.37:una raccolta di 12 pezzi che si rifanno ai mesi dell’anno.

Nel 1875 Nikolaj Matveevič Bernard, editore di Nuvellist di San Pietroburgo, chiese a Čajkovskij 12 brevi pezzi per pianoforte, uno per ogni mese, aggiungendo un sottotitolo per ciascuno. Il lavoro fu accettato e tutti i sottotitoli di Bernard, e nel dicembre, si prospettava ai lettori un nuovo brano di Čajkovskij una volta al mese per il 1876. L’editore pubblicò coi brani anche stupendi versi di poeti russi, come degli aforismi poetici.

Čajkovskij decise di dare titolo all’insieme 12 pezzi ispirati a tenerissima e sognante malinconia. Per gennaio e febbraio furono compiuti alla fine del 1875 e mandati a Bernard a dicembre, chiedendo se andavano bene altrimenti Čajkovskij si sarebbe preparato a trovare uno stile diverso. Forse Marzo, Aprile e Maggio sono stati scritti separati; gli altri tra il 22 aprile ed il 27 maggio 1876. I versi che introducono i pezzi sono incantevoli e il procedimento ricorda Vivaldi con i Sonetti e Chopin con Mickiewicz nelle Ballate.

Gennaio accanto al fuoco fa riferimento al calore del caminetto, moderato ed evocativo, bella melodia malinconica che ricorda Schumann, Febbraio “Carnevale” invece descrive la fiera e gli artisti di strada, molto virtuosistico. Marzo si ispira al canto degli uccelli  Andante espressivo evocativo cullante e segue Aprile con l’Allegretto “I bucaneve” variegato, ricco di inventiva. In un clima crepuscolare immagine dei fiori iconici, che nascono anche in inverno con scale che imitano lo spuntare dei boccioli.  

Poi Maggio, (Notte stellata) le notti a San Pietroburgo, dal tono solenne e avvolgente. Giugno (Barcarola) bellissima e famosa rievoca il ritmo delle gondole veneziane, brano assai descrittivo e romantico col suo tema colorito meraviglioso che coinvolge profondamente. Tonalità più alte con le uscite all’aperto di Luglio, “canto dei mietitori” percussivo e ritmato poi più cantabile e Agosto che ricorda le fienagioni, il raccolto dei contadini prima del nuvolo di Settembre.

Quest’ultimo detto “La caccia” vibrante e grandiosa in un tempo scandito (anche per orchestra). E l’autunno in evidenza con Ottobre Andante doloroso molto cantabile, assai poetico con momenti tra malinconia e speranza. Novembre gelido è intitolato “Troika” la slitta russa con tre cavalli, con acciaccature leggiadre, spesso eseguito da Rachmaninov. Il mese di Dicembre è una dedica al “Natale” con le ragazze che appendono le pantofole al cancello, celebre uno dei più bei Walzer di Cajkovskij.

L’opera ricorda l’aspetto pittorico de I quadri di una esposizione di Musorgskij. “Con Leonardo Zunica pianoforte e Alessandro Varoli scrittore, in collaborazione con Cooperativa librai mantovani e Orti mantovani” (mantovamusica.com). Tra tulipani, gerani e primule e tanti altri fiori, le giornate ai giardini Valentini 28 e 29 marzo 2026 facevano ammirare le piante e offrivano profumi grazie alla rassegna “Orti mantovani”. Con una atmosfera fantastica i visitatori hanno osservato stand espositivi con fiori, semi, germogli, oggetti artistici e banchetti solidali. Le giornate comprendevano laboratori, presentazioni, incontri con esperti, disegno e pittura, una passeggiata urbana con gli Scarponauti ed il concerto musicale.

Barbara Baroni

 PROGRAMMA

Pëtr Ilič Čajkovskij (1840 – 1893)

Le stagioni, op. 37a
Gennaio: Accanto al focolare
Febbraio: Il carnevale
Marzo: Il canto dell’allodola
Aprile: Il bucaneve
Maggio: Le notti bianche
Giugno: Barcarola
Luglio: La canzone del mietitore
Agosto: La fienagione
Settembre: La caccia
Ottobre: Canto d’autunno
Novembre: Sulla Troika
Dicembre: Feste