Concerto di Capodanno al Sociale di Mantova

Concerto di Capodanno al Sociale di Mantova

I cuori pulsano all’unisono: l’anno nuovo inizia con la musica, col tradizionale concerto di Capodanno con “Unixono Orchestra” che torna per la seconda volta nel prestigioso Teatro Sociale di Mantova, con varietà e brillantezza, luminosità. Il bell’insieme variegato ha proposto un programma con brani classico-romantici con interessanti assolo e pure con strumenti musicali inusuali (sarrusofono e percussioni). È una caratteristica della celebre orchestra cambiare spesso la formazione e lo stile e si dedica molto alla lirica, musica sacra e profana mix di generi anche con pop star. Evento in collaborazione coll’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici, diretta con slancio e partecipazione da Nicola Ferraresi.

Il concerto si apriva in bellezza con l’indimenticabile “Inno alla gioia” di Beethoven su testo di Schiller (con tema che si avvicina all’antico canto germanico Hildebrandslied, ampiamente usato anche da Wagner) ed è Inno della Unione europea, simbolo di amore e fratellanza. La creazione beethoveniana ampliò la forma verso nuovi lidi: diventò poeta e filosofo del soggettivismo in una visione umana rivolta alla speranza. Un inizio molto significativo sul piano artistico e sociale culturale. Veniva accostato Vivaldi in un’oasi barocca Concerto n.1 in Mi, RV269 (La Primavera) primo movimento Allegro e più avanti Concerto N. 2 in Sol, RV 315 (L’estate) terzo movimento Presto: brani iconici ispirati ai Sonetti. I musicisti hanno fatto onore alle Quattro stagioni di Vivaldi i primi 4 concerti solistici per violino dell’Opera “Il cimento dell’Armonia e dell’Invenzione”, con brani magici ed un esempio inimitabile di musica a programma. I brani ascoltati preludevano ad una armonia festosa ed evocavano nella primavera gli uccelli, il riposo del pastore addormentato col suo cane fedele, l’altro descrizione della tempesta risveglio in un inno alla natura sempre viva. Un altro must delle musiche festive assai evocativo. Si passava a Mozart, Der Schauspieldirektor k.486-Ouverture pezzo reso scoppiettante e vivacissimo colorito, poi più brunito e con elementi accordali dialoganti nell’ambito del “teatro nel teatro”. Il gusto e la scala dell’ouverture di questo Singspiel sono simili a quello dell’ouverture da Le nozze di Figaro, lavoro coevo. Si passava a pezzi romantici, in un dialogo culturale serrato. Si contrappongono così classicismo e romanticismo col rigore formale e immaginazione, ma si colgono pure anticipazioni preromantiche. Emergeva un momento folklorico contrastato di Brahms Hungarian Dance n.6 esecuzione entusiasmante e con riferimento alla danza popolare, gemma che coglie l’essenza delle festività. Le danze ungheresi di Brahms sono 21 pezzi per la maggior parte su temi ungheresi, compiute nel 1879. Sono brani molto veloci ed evocativi, opera più nota del compositore, che ricordano Liszt. Ogni danza è arrangiata per una varietà di strumenti dalla versione per piano. Poi si giungeva al magico Tchaikovsky da Schiaccianoci Suite op.71 in particolare Valzer dei fiori 1892 introduzione al balletto, meraviglioso ed evocativo e tema ben rilevato, toni pastello incipriati. Ed ecco la caratteristica dell’orchestra di valorizzare singoli strumenti con Dvořák Danza Slava op 46 n.7 in evidenza l’oboe rasserenante, ma anche evocazione di una marcia e percussioni molto fini e ricordava una gita nella steppa. E poi di Monti Kzarda commovente e trascinante con violino solista, pezzo clou della serata. La Kzarda è l’opera più famosa di Vittorio Monti brano da concerto in forma rapsodica del 1904 basata sulla danza popolare ungherese in origine per violino o mandolino e pianoforte. Le variazioni di tempo vivacizzano il brano, ma anche con mutamento ritmico il tempo è rubato da vari interpreti, con espressione. Vari anche i cambiamenti delle dinamiche. Questo concerto fondeva l’eleganza della musica classica all’Élan vital moderno e toni popolareschi e i musicisti hanno dimostrato comunicativa e brillantezza; orchestra versatile nell’alternare linguaggi. Ancora coinvolgenti le danze di Johann Strauss figura di rilievo con perle di Capodanno ed altro. Uniti musica classico romantica e linguaggio popolare gli effetti particolari vengono accostati per stupire e coinvolgere gli ascoltatori. Ed ecco alcuni brani pure ben eseguiti: Gounod, Funeral March of a marionette (con assolo di sarrusofono, Sabanelli) legato alla figura di Hitchcock, Johann Strauss danze Wein, Weib und Gesang Walzer op.333 pensoso e poi mosso, Whiplash Polka op.60 ed Egyptian March op.335, Banditen Galop op.378 op.333 pensoso e poi mosso, Von Suppè, Fatinitza March. Applausi del foltissimo pubblico.
Barbara Baroni

Programma
• Beethoven, Inno alla gioia
• Vivaldi, Concerto Nº 1 in Mi maggiore, RV 269 (La primavera) – I movimento “Allegro”
• Mozart, Der Schauspieldirektor, K 486 – Overture
• Brahms, Hungarian Dance n.6
• Strauss, Wein, Weib und Gesang valzer, op 333 pensoso e lento poi mosso
• Tchaikovsky, from Nutcracker Suite op 71a – Overture, March, Trepak, Chinese Dance, Dance of the Mirlitons, Waltz of the Flowers
• (Strauss, Whiplash Polka op 60 )
• Gounod, Funeral March of a Marionette
• Von Suppè, Fatinitza March
• Dvorak, Danza Slava op 46 n.7
• Strauss, Egyptian March op 335
• Strauss, Banditen Galop op 378
• Monti, Czarda
• Vivaldi, Concerto Nº 2 in Sol minore, RV 315 (L’estate) – III Movimento “Presto”