HARLEY DAVIDSON

HARLEY DAVIDSON

Recensione a cura di Paola Morandini

1) CHRIS REA – The Road to Hell Part II

“The Road to Hell Part II”, riesce a mantenere ricca l’eredità musicale di Chris Rea che, come artista, ho ‘conosciuto’ musicalmente quando, nel programma domenicale, “Domenica In”, allora condotto da Pippo Baudo. Parlo degli anni 80. Una produzione nella quale si combinano eleganza, testo significativo che parla dell’oscurità della società moderna, delle conseguenze di vivere in un mondo corrotto e ostile con, come sottofondo, una mix di rock, blues, influenze rock, capace di creare un’atmosfera malinconica, riflessiva al tempo stesso. La voce calda, e la chitarra dell’artista, profonda emotivamente, é una testimonianza del talento di questo blues-man capace di lasciare un segno duraturo nella mente, nel cuore di coloro che amano questo sound, sempre verde, della musica pop rock.

2) GUNS N’ROSES – Welcome To The Jungle

Hard rock grintoso, intenso capace di catturare perfettamente l’essenza del rock’n’roll: audace, energico, una certa dose di pericolo descrive l’ambiente caotico delle grandi città, Milano, ad esempio, e gli aspetti più oscuri del vivere dentro di essa. Una perfetta giungla urbana. La voce, perfetta di Axl Rose, unita a chitarre elettrice incisive, un ritmo potente ed una sezione ritmica solida, riesce a catturarti travolgendoti in questa combinazione fatta di melodie orecchiabili capace di renderla un inno perfetto per coloro che amano questo genere, diventando una pietra miliare per coloro che amano questo genere di musica. Brutale ma, al tempo stesso, intenso. Questi sono i Guns N’Roses per me.

3) CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL – Have You Ever Seen The Rain

“Have You Ever Seen The Rain” capace di unire melodia accattivante a un testo profondo che parla di un imminente cambiamento del tempo, della pioggia che si avvicina. Quella domanda ripetuta, cantata da John Fogerty, capace di farti riflettere sull’incertezza, sulla vulnerabilità umana affrontando, al tempo stesso, il passar del tempo, le inevitabili difficoltà della vita. Una canzone che riesce a catturarti per quella melodia semplice, estremamente efficace, che, toccando temi universali di speranza, di introspezione, dopo aver suggerito una risposta a lungo termine, riesce a catturare la tua attenzione riuscendo a trasmettere una certa emotività. Un classico del rock anni 70.

4) LED ZEPPELIN – Stairway to Heaven

Quando l’ho ascoltata, per radio, nel corso della trasmissione serale, “Stereodrome”, negli anni 80, su Radio Stereo Due, ho capito subito che non si trattava di una semplice canzone rock: una vera opera d’arte, complessa, capace, chiudendo di occhi, di trasportarti dentro immagini evocative, dai significati ambigui di questa signora che cercava di salire sulla scala, verso il paradiso, simbolo, per lei, di quel che ruotava attorno alla ricerca di qualcosa di spirituale. Un testo enigmatico ma, al tempo stesso, poetico. Ricordo ancora la voce ‘sconosciuta’ per me, di Robert Plant, capace di svilupparsi lentamente, accompagnata da una delicata sezione acustica, una chitarra classica, un flauto che, con quel crescendo di strumenti, verso una melodia soft potente fino ad un finale elettrico. Un qualcosa che, come intensità, la prima volta che ascoltavi questa canzone, la ‘abbini’ un po’ a quel crescendo di Ravel, “Bolero”, che avevi conosciuto, alle scuole medie, grazie alla perfetta insegnante di musica che avevo allora. Non era Ravel ma, invece, i Led Zeppelin. Un icona indimenticabile della storia del rock che non dimenticherò facilmente.

5) GARY MOORE – Still Got The Blues

“Still Got the Blues”, una ballata struggente davvero semplice che, nel mondo del rock and blues, come manifesto, fa parte dell’eredità musicale di Gary Moore. Il testo cerca di analizzare le conseguenze di una relazione sentimentale fallita, di un amore che, nonostante il dolore, la separazione, non é capace di spegnersi riuscendo a trasmettere sentimenti di perdita e nostalgia. Tutto contornata dalla voce di Gary, intensa, carica di emozioni e dall’inizio di questa canzone iconica, dove, l’introduzione melodica di chitarra, cattura la tua attenzione immediatamente creando un impatto emotivo difficile da dimenticare.

6) AEROSMITH – Dream On

“Dream On” degli Aerosmith, conosciuti musicalmente nei pomeriggi estivi, in campagna, a casa della nonna paterna, guardando Videomusic, in televisione, fin dalle prime note capisci che non era solo un capolavoro musicale, vero classico del rock. Era un inno alla resilienza, alla ricerca dei propri sogni, capace di parlare di coraggio, indipendentemente dalle difficoltà, dalle avversità della mia giovane età. Un perfetto esempio di come la band di Steven Tyler, sciolta recentemente, secondo Virgin Radio, per motivi di salute del cantante, siano riusciti a mescolare melodie potenti mescolando elementi rock, ballata, con chitarre incisive, introdotte da un piano delicato che man mano la musica cresceva di intensità. Tutto accompagnata dalla voce notevole, con quello stile unico, capace di trasmettere profondità emotiva, di Mr. Tyler. Una ballata rock indimenticabile nonostante l’andare del tempo.