Salute Mentale e Autolesionismo

Parlare di salute mentale vuol dire parlare del nostro benessere emotivo e psicologico. A volte, le persone stanno così male dentro che usano modi estremi per cercare di sopravvivere a quel dolore. Uno di questi modi è l’autolesionismo.
L’autolesionismo come meccanismo di difesa
Molti pensano che farsi del male sia un gesto assurdo. In realtà, per chi lo fa, è spesso un meccanismo di emergenza. Quando il dolore dell’anima (la tristezza, il senso di vuoto, la rabbia, la vergogna) diventa troppo forte e insopportabile, il dolore fisico può sembrare una via d’uscita. Perché?
Perché il dolore fisico:
- È concreto: Si può localizzare, mentre quello emotivo è ovunque.
- Fa uno “scossone” al corpo: Innesca una scarica di adrenalina che, per un attimo, può intorpidire o addirittura dare una strana sensazione di sollievo o euforia.
- Ti fa “sentire qualcosa”: In momenti di totale vuoto o torpore, serve a provare di esistere.
In pratica, è come se la mente dicesse: “Non riesco più a sopportare questo dolore invisibile, allora sostituiamolo con uno visibile che almeno so come gestire”. È una strategia disperata per cercare di calmarsi, anche se poi lascia cicatrici, vergogna e fa sentire ancora più soli.
Perché si arriva a stare così male?
L’autolesionismo è raramente l’unico problema. Di solito è il segnale di altre difficoltà più grandi:
- Problemi di Regolazione Emotiva: Alcune persone (ad esempio con Disturbo Borderline) vivono le emozioni in modo amplificato. Una tristezza normale per loro diventa una disperazione infinita, una gioia diventa euforia totale. Questi “sbalzi” estremi sono difficilissimi da gestire e l’autolesionismo può sembrare l’unico modo per “sfogare” o interrompere quell’emozione travolgente.
- Credenze Sbagliate: Alcune persone crescono con l’idea di doversi “meritare” l’amore o il rispetto. Pensi di non valere abbastanza, che se sbagli meriti punizione. L’autolesionismo a volte è una forma di auto-punizione per questi sentimenti.
- Relazioni Difficili: Cadere in relazioni tossiche o di dipendenza affettiva, dove si è manipolati o ci si annulla per l’altro, crea un dolore profondo. Se poi la relazione finisce o diventa pericolosa, il senso di vuoto e tradimento può essere talmente forte da spingere a gesti estremi contro se stessi.
Si può guarire? Sì. Come?
La buona notizia è che si può stare meglio. Non esiste una bacchetta magica, ma una combinazione di cose che aiutano:
- Parlandone e Capendo: Il primo passo è rompere il silenzio e la vergogna. Capire che non si è “pazzi”, ma che si sta usando un modo sbagliato per affrontare un dolore vero, è fondamentale.
- Chiedendo Aiuto Professionale:
- Lo psicologo/psicoterapeuta: Aiuta a capire da dove viene il dolore, a dare un nome alle emozioni e ad imparare modi più sani per affrontarle (ad esempio, tecniche di gestione dell’ansia o della rabbia).
- Lo psichiatra: In alcuni casi, il dolore o gli sbalzi d’umore sono così forti che servono dei farmaci (psicofarmaci) per stabilizzare la situazione. I farmaci non risolvono il problema alla radice, ma possono “calmare la tempesta” per permettere poi di lavorare con la psicoterapia.
- Sviluppando Nuove Strategie: Imparare a riconoscere i momenti di crisi prima che esplodano e avere un “kit di pronto soccorso” alternativo (chiamare un amico, uscire a correre, scrivere, usare tecniche di respirazione) è l’obiettivo finale.
