Le luci crepuscolari del Vespro di Heinrich Schütz con la Cappella Vocale del Conservatorio Campiani, domenica 12 aprile in Santa Barbara. Un meraviglioso percorso nella musica sacra secentesca con l’esecuzione del Vespro di Heinrich Schütz, grazie al Conservatorio. L’evento presentava una ricostruzione a cura di Alessio Tosi, docente di Canto Rinascimentale e Barocco presso il Conservatorio di Mantova, rivisitando le opere sacre di Schütz compositore molto importante del barocco europeo e con influsso italiano. Con la direzione di Federico Mantovani, il percorso univa splendide opere di Schütz con un rispecchiamento della scuola veneziana di Monteverdi, che fu importante per la sua formazione.
Il concerto offre un momento speciale per seguire una ricercata rosa di musica sacra in una ambientazione ideale, mettendo in evidenza il rapporto artistico tra Italia e Germania nel periodo barocco. Il centro storico di Mantova è così animato da una profonda ricerca storica. Heinrich Schütz (1585-1672) è considerato tra i più grandi compositori barocchi. Nacque a Köstritz, studiò a Venezia, lavorò come organista a Dresda, ove scrisse brani significativi tra cui la prima opera tedesca Dafne.
È un iniziatore del genere dell’oratorio ed ha influenzato molti musicisti.Le sue opere più significative sono nell’ambito sacro, e passano dai pezzi per voce solista con uno strumento, alla musica a cappella, a brani per soli, coro e strumenti. Fra le sue creazioni di rilievo si ricordano i tre libri di Symphoniae sacrae, gli Psalmen Davids, Sieben Worte Jesu Christi am Kreuz e le tre Passioni. Poi, anche a seguito della Guerra dei trent’anni, lo stile divenne più severo e sintetico. Schütz risulta tra gli ultimi a impiegare la scala modale.
Applica il principio dell’imitazione e dissonanze con due o più voci opposte all’armonia. È molto attento al contenuto dei testi. Le composizioni di Heinrich Schütz giunte fino a noi sono raccolte di pezzi, circa 500. In Schütz si realizza una espressione musicale che, fondamento della musica tedesca, unisce la pratica luterana, la difficile polifonia fiamminga e la scuola italiana.
La proposta del maestro Tosi si svolge sulla struttura di un Vespro: l’Invitatorio di apertura interessante (in omaggio a Monteverdi, è stato eseguito quello del Vespro della Beata Vergine) e con sonorità arcaica tre salmi in lingua tedesca per soli, coro e strumenti: n. 133 “Siehe wie fein” (Vedete come è bello che i fratelli vivano insieme) mosso e molto evocativo, n. 23 “Der Herr ist mein Hirt” (Il Signore è il mio pastore) e n. 127 “Wo der Herr” complesso (Se il Signore non costruisce la città, invano si affannano i costruttori) polifonia intensa.
Al posto dei salmi vi sono tre mottetti in lingua latina per soli e strumenti (Deo mosso ben eseguito, Cantabo Domino serenità e momento di lirismo con vocalizzi e anafora, Paratum cor meum bella voce femminile carezzevole). Chiudeva il percorso il Magnificat a ben 18 voci, in cui Schütz pone dialogato splendore veneziano. La classe di musica del maestro Tosi si presenta sia nella cappella vocale sia nelle voci soliste (Angela Bertolotti, Martina Morelli, Ilenya Goss, Rebecca Carro, Enrica Balasso, Isabella Azzari, Shu-Mei Weng, Carlo Prampolini, Giorgio Marchini).
La cappella strumentale è ampia (formata da Erica Barzoni violino barocco, Andrea Inghisciano e David Brutti cornetti, Luca Truffelli e Enrica Balasso flauti, Francesco Tomasi tiorba, Jacopo Andreoli e Dario Carpanese organo e cembalo. Schütz è considerato il più grande compositore tedesco prima di Bach. Un concerto che porta alla elevazione spirituale ed alla meraviglia di fronte alla polifonia ed armonia, con le tipiche dissonanze e trasporta in un mondo di sogno e di senso del sacro. Una esperienza corale e strumentale perla rara nel panorama di ascolto. Una meditazione musicale unica che faceva rivivere tangibilmente lo stile del primo barocco in modo fine e con la profondità di una preghiera e un aspetto gotico.
Barbara Baroni
